domenica 11 febbraio 2018

IL GUFO AVANZA UNA CLAMOROSA IPOTESI DI SCUOLA: BENINI STA VALUTANDO LA POSSIBILITA' DI "RIBALTARE IL TAVOLO" E PORRE FINE LUI STESSO (CON QUALCHE MESE DI ANTICIPO) ALLA LEGISLATURA, IN MODO DI CONQUISTARE LA RICANDIDATURA A SINDACO

Nel film in proiezione in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane  "L'ora più buia"  che descrive le vicende dell'ascesa al potere di Winston Churchill nei giorni compresi tra il 9 maggio 1940   (dimissioni irrevocabili dalla carica di Primo Ministro del conservatore Neville Chamberlain)  e  il 4 giugno 1940   (data dello straordinario discorso del nuovo Primo Ministro Churchill alla Camera dei Comuni,   nel quale esorta i parlamentari  e  i ministri del Regno Unito alla eroica resistenza contro la Germania nazista il cui esercito sta dilagando in mezza Europa avendo conquistato rapidamente  e  costretto alla resa nazioni come il Belgio,  l'Olanda  e  la Francia)   a un certo punto c'è una scena ironica  e  pittoresca.    Mentre il primo ministro britannico si trova nel bagno per espletare un bisogno fisiologico,   uno dei suoi collaboratori incombe minaccioso  "il Lord del sigillo privato chiede una risposta al suo messaggio"  e  il mitico Winston Churchill,   che da buon inglese era dotato di senso dell'umorismo,   risponde con sarcasmo   "scriva al Lord del sigillo privato che in questo momento sono sigillato nel bagno,   e  che posso occuparmi di una sola merda alla volta".    

Su una vicenda meno drammatica di quella del 1940,   che fortunatamente riguarda uno sfortunato paesello di 10.000 abitanti della Provincia di Bergamo  e  non è decisiva per il futuro dell'Umanità,   il nostro Imperatore locale Benini è nelle stesse condizioni di Winston Churchill:   si trova politicamente nella merda,   oppure se si preferisce un termine più  "soft"  da  "lord inglesi",    in un mare di guai.     Deve impallinare Clementina Belotti portando a termine la procedura di decadenza entro il 28 febbraio 2018    (oppure nel caso di probabile rinvio per legge nazionale della scadenza di bilancio entro e non oltre il 31 marzo 2018),    perchè se non lo fa  e  si rimangia tutto  (e soprattutto se Clementina riesce a  "salvare le penne"  e  a rimanere in carica come consigliere comunale)   non solo fa una figuraccia epocale,    ma non ci sono più i numeri per approvare il bilancio  e  in tal caso va a casa  e  finisce per sempre la sua carriera politica;   ma dal giorno dopo in cui Clementina sarà impallinata inizia un lungo contenzioso legale con la diretta interessata dall'esito incerto,   e  che trascina il Comune a essere esposto al rischio di una pericolosissima causa che avrà come primo effetto quello di finire sulle cronache dei giornali locali  e  quindi di provocare un danno di immagine al Comune non indifferente.     Come secondo effetto,   nel bilancio comunale aumenteranno le spese legali  (con una marea di polemiche politiche  e  la Lega Nord  e  le opposizioni scatenate a ricordare i bei tempi della legislatura precedente in cui Benini ex consigliere di minoranza criticava spesso l'ex sindaco in aula per il presunto ricorso eccessivo al contenzioso legale  e  per gli importi secondo lui troppo elevati di quel capitolo di spesa)   e  si dovranno anche fare  "i salti mortali"  e  vere e proprie acrobazie contabili  e  di bilancio per evitare che su questa procedura la Giunta sarà costretta ad approvare dei  "debiti fuori bilancio"  anche per poche migliaia di euro:   in tal caso infatti l'accusa politica sarebbe pesantissima,   quella di far pagare ai cittadini  (con un debito fuori bilancio)   una rissa politica interna alla maggioranza.

Non solo,   ma se arriva alla fine Benini sa benissimo che pagherà il prezzo politico di essere rimasto in piedi fino alla fine della legislatura con la  "non ricandidatura":    un anno di tempo basta e avanza a tutti quelli che vogliono dare vita a una lista civica  "moderata"  di centro destra,   senza la Lega Nord  e  appoggiata da Forza Italia,    per trovare accordi politici  e  accordi sulle candidature,   compreso il nome di un candidato sindaco  "nuovo di zecca"  in grado di farsi ampia  pubblicità avendo a disposizione diversi mesi di campagna elettorale;   e  (per uno degli incredibili paradossi della politica!!!)   oggi Benini teme molto di più alcuni suoi  "alleati rimasti fedeli"  che lo stanno tenendo politicamente in piedi  (ma dei quali non sa quali saranno i loro obiettivi politici in previsione della prossima campagna elettorale per le elezioni comunali che è ormai imminente)  piuttosto che  "i ribelli"  dei quali conosce benissimo le loro intenzioni.     Paradossalmente,   l'unica speranza politica di  "salvare le penne"  e  di portare a casa la ricandidatura per Benini sarebbe un crollo improvviso nelle prossime settimane:    un incidente di percorso in aula di Consiglio Comunale,   anche formalmente non tale da portare alle dimissioni  e  alla caduta della Giunta  (in quanto per legge solo una sconfitta in aula nella votazione del bilancio di previsione ha come effetto politico immediato quello della caduta del sindaco  e  della maggioranza),    potrebbe essere  "per assurdo"  la salvezza di Benini!!!    L'incidente politico potrebbe infatti essere enfatizzato,   facendo urlare al tradimento contro i consiglieri  "traditori  e  disertori",    la legislatura precipiterebbe verso una rapidissima dissoluzione  e  quindi si aprirebbe la possibilità di una crisi che può portare a un commissariamento breve  ed  elezioni nella finestra autunnale,   che riduce al minimo i tempi a disposizione per la Lega Nord di riorganizzarsi per una corsa solitaria in uno scenario di  "competizione a tre o quattro liste"  e  soprattutto potrebbe stroncare sul nascere le ambizioni di  "liste e listoni moderati"  perchè ridurrebbe al minimo i tempi per tirare insieme i candidati per quella soluzione  e  li potrebbe costringere a mandare giù l'amarissimo calice di dovere  "accettare per forza"  una sua ricandidatura.     Inoltre l'opzione  "auto affondamento"  ha per Benini un vantaggio politico enorme:   una volta decaduto lui  e  crollata la maggioranza,     e  una volta insediato il commissario prefettizio,    la figura dei consiglieri comunali   (compresa la stessa Clementina Belotti)   non ha più la minima importanza perchè è il commissario a gestire l'ordinaria amministrazione fino alla data delle nuove elezioni,   e  quindi lui si libera per sempre della vicenda imbarazzante della rivalsa che vede coinvolta la ex sindaca,   affidando la soluzione di quel caos nelle mani di un funzionario pubblico imparziale come il commissario prefettizio.

In realtà Benini è da sempre contrario alla parola  "DIMISSIONI"  e  non vuole nemmeno prendere in considerazione nemmeno come ipotesi di scuola questa opzione,   ma qui è in ballo la sua possibilità di ricandidarsi per un secondo mandato  e  soprattutto la consapevolezza che andare avanti ancora per pochi mesi con una maggioranza risicatissima di  "sette a sei"   (quindi sottoposta continuamente agli umori variabili dei singoli consiglieri,   i quali sarebbero a quel punto consapevoli ognuno di essi di essere decisivi  e  quindi potrebbero avere la tentazione di fare valere il loro peso politico con continue richieste sempre più pressanti)   non gli consentirebbe di governare tranquillamente  ma  lo esporrebbe continuamente a polemiche  e  risse politiche che hanno già devastato l'attuale legislatura.    Ecco quindi che il Gufo ipotizza  (per ora come mera  "ipotesi di scuola")   che in un momento in cui  "il listone moderato"  non è ancora stato completato  e  nel quale la Lega Nord versa in condizioni di difficoltà politiche forse quello a cui conviene più di tutti la crisi politica improvvisa è proprio lui,  e  magari  (nelle segrete stanze)   è proprio lui,   con alcuni dei suoi  "fedelissimi",   che ha improvvisamente davanti a sè una via di uscita incredibilmente favorevole della crisi,   e  si tratta di una via di uscita  (la lettera di dimissioni)   che può prendere con una decisione individuale che non deve essere contrattata con nessuno  e  che diventa efficace cinque minuti dopo essere stata formalizzata  e  ufficializzata,    e  che soprattutto gli potrebbe dare delle buone possibilità per mantenersi  "in pole position"  nella battaglia furibonda che si scatenerà per ottenere la candidatura a sindaco quando voleranno realmente gli stracci,   e  saranno davvero  "lacrime e sangue"  nelle segrete stanze delle sedi dei partiti....      

  

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