Lo schema di bilancio di previsione 2018 approvato in Giunta Comunale in data 31 , ormai di dominio pubblico, possono ormai aprire la strada ai primi giudizi di natura tecnica e politica, partendo dal documento rappresentato dalle delibere di Giunta numero 11 e 12 del 31 gennaio 2018 nelle quali è stato ufficialmente dato il "via libera" per la presentazione in Consiglio Comunale (che dovrà votare l'approvazione definitiva entro la data di scadenza del 31 marzo 2018) dei documenti contabili dello schema di bilancio di previsione 2018, del piano delle opere pubbliche per il triennio 2018 - 2019 - 2020 e del documento unico di programmazione dell'anno 2018, oltre a tutti i prospetti allegati al bilancio di previsione. Il Gufo esprime giudizio negativo su questo bilancio motivandolo con le considerazioni tecniche e politiche che elenca qui di seguito, riassumendo i principali "elementi critici" di questo bilancio che è la perfetta continuità di una politica non entusiasmante portata avanti in questi anni, addirittura con elementi di peggioramento molto importanti rispetto non solo agli anni della ex legislatura Bizzoni, ma anche ai primi due anni della legislatura Benini
STANGATA FISCALE SENZA PIU' LIMITI A CASTELLI CALEPIO, MA SI TAGLIANO ANCORA ALCUNI SERVIZI ALLA PERSONA - continua la mattanza della Giunta Benini, vero e proprio esempio di oscenità fiscali: dal 2015 fino al 2018, per quattro anni consecutivi, è stato uno dei pochissimi Comuni della Provincia di Bergamo ad avere sempre le aliquote I.M.U. (10,60 per mille) e addizionale comunale (aliquota fissa dello 0,80% a prescindere dal livello del reddito imponibile) al livello massimo previsto dalle leggi nazionali. La Giunta Bizzoni negli anni 2012 e 2013 (in pieno Governo Monti che applicava tagli pesantissimi dei trasferimenti statali agli Enti locali) raccoglieva dai cittadini circa 4,2 milioni di euro mentre con la Giunta Benini per quattro anni di fila abbiamo superato abbondantemente quota 5 milioni di euro. Al netto dei tagli dei trasferimenti agli Enti locali (che sono proseguiti nel 2014 e 2015 togliendo risorse per un altro milioni di euro) ma considerando la restituzione del "tesoretto T.A.S.I." di 220.000,00 euro circa avvenuta nell'anno 2016 il Comune ha avuto un maggiore incasso (se si fa la somma tra maggiori entrate da tasse locali e rimborso del "tesoretto T.A.S.I." e da questa somma si detraggono i tagli di trasferimenti dallo Stato agli Enti locali) pari a oltre tre milioni di euro in questa legislatura. Malgrado questo, in bilancio di previsione 2018 si raschia ancora il fondo del barile con tagli ad alcuni settori che riguardano servizi alla persona (Sport e Tempo Libero, servizio mensa e trasporto scolastico, istruzione "pre scolastica", servizi di manutenzione cimiteriale): entrano una marea di soldi dalle tasse locali ma diminuiscono i servizi, e qui qualcuno dovrebbe spiegare come è possibile che si verifica una situazione del genere
DISTRIBUZIONE RIDICOLA DEL PRELIEVO FISCALE - l'addizionale comunale è prelevata per il 62% circa dalle tasche dei lavoratori dipendenti e per il 23% circa dalle tasche dei pensionati: due categorie (e non le più ricche) versano da sole oltre i quattro quinti del gettito dell'addizionale comunale di Castelli Calepio. I crediti "di difficile riscossione" per quanto riguarda la quota di I.M.U. continuano a essere inchiavardati a quota 370.000,00 euro circa. Qualcosa non funziona nel servizio di riscossione e di accertamento delle imposte locali (oltre che dal servizio di recupero dell'evasione di I.M.U.), i consiglieri di "Castelli Calepio Cambia" hanno più volte segnalato in aula di Consiglio Comunale criticità e dubbi su questo problema ma purtroppo la loro voce è stata inascoltata, e i risultati purtroppo si vedono....
ASSURDITA' CONTENUTE NEL PIANO DELLE OPERE PUBBLICHE - sono indicate come "realizzabili entro la fine del 2018" la variantina alla S.P. 91 per un importo di 6,5 milioni di euro e l'ampliamento della scuola primaria di Cividino per 2,2 milioni di euro, per entrambe è indicata come fonte di finanziamento "finanziamento regionale": è praticamente impossibile realizzare la variantina alla S.P. 91 entro la fine del 2018, è azzardato indicare come fonte di finanziamento quella erogata da un Ente come la Regione che fino al 4 marzo 2018 praticamente è in campagna elettorale e quindi i politici regionali in questo momento hanno cose ben più importanti a cui pensare (per loro stessi) della "variantina de' TAUU". Viene indicata come priorità del 2018 la realizzazione della nuova area mercato di Cividino per un importo di 300 mila euro: un'altra colata di asfalto e di cemento cala come una mannaia su Castelli Calepio. Infine viene indicato come costo previsto per il rifacimento del manto ormai usurato del campo sintetico di Cividino per una somma di 495.000,00 euro: nel lontano anno 2007 / 2008 la ex sindaca leghista Clementina Belotti aveva speso circa la metà di quella somma per realizzare il manto "nuovo di zecca" del campo in sintetico del centro sportivo comunale di via Ferrucci. Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo palazzetto dello Sport (per il quale il Gufo ricorda ai manovratori che era uno dei punti previsti dal programma elettorale) si rinvia la vicenda all'anno 2019 indicando anche in questo caso come fonte il solito "finanziamento regionale" mentre il polo scolastico del capoluogo (Tagliuno) è rinviato addirittura al 2020 con "finanziamento statale": malgrado il piano delle opere pubbliche spesso non è niente altro che "il libro dei sogni"
CAOS IN GIUNTA COMUNALE - uno dei motivi principali per cui il Gufo critica duramente il bilancio 2018 è che la critica più dura.... arriva dalla stessa maggioranza!!! L'assessore della Lega Nord Cristian Pagani, con voto contrario in Giunta e motivazione fatta mettere a verbale di un bilancio che "non rispetta le linee di indirizzo della sezione politica di appartenenza", innanzitutto rende pubblico il suo dissenso personale (il voto contrario in Giunta, come direbbe Flavio Bizzoni, non è un pettegolezzo ma rappresenta un atto ufficiale di dominio pubblico in quanto viene messo a verbale dal segretario che è presente alla riunione di Giunta e viene pubblicato su albo pretorio telematico del sito internet comunale) e inoltre segnala che la sezione locale della Lega Nord "nelle sue linee di indirizzo generale" prende le distanze da questo bilancio. Tuttavia nella medesima seduta di Giunta l'altro assessore leghista Emanuele Rossi, che è anche vice sindaco, fa mettere a verbale come motivazione del suo voto a favore del bilancio il fatto che "il comunicato fatto protocollare in data 17 gennaio 2018 non è stato condiviso con gli assessori in Giunta in quota Lega" e quindi di fatto due assessori della stessa maggioranza e dello stesso partito forniscono versioni contrastanti su un fatto politico molto importante: proprio a causa di questo ennesimo caos interno alla maggioranza, che ha prodotto il fatto politicamente imbarazzante di un voto "a maggioranza" e non unanime in Giunta in una materia importantissima come l'approvazione del bilancio, non si può pretendere che lo scrittore solitario possa dare giudizio positivo a un bilancio nel momento in cui è la maggioranza stessa a vacillare non nelle segrete stanze delle sezioni locali e provinciali dei partiti oppure delle riunioni della "Lista Benini", ma addirittura in una seduta ufficiale della Giunta Comunale, a causa delle proprie contraddizioni interne!!!
Altri capitoli suscitano la viva perplessità del Gufo (ad esempio una politica nel settore Sicurezza che è assolutamente insufficiente e inadeguata rispetto alle aspettative che elettori e cittadini di destra hanno nei confronti di una Giunta di destra) ma bastano e avanzano i fatti e i numeri indicati in questo post per esprimere la motivazione per la quale il Gufo esprime giudizio negativo non solo sul bilancio di previsione 2018, ma anche sui risultati politici e amministrativi della Giunta Benini che sono di qualità scadente e soprattutto hanno prodotto una situazione di caos politico e amministrativo talmente grave che mai si era riscontrata a Castelli Calepio dall'anno 1995, prima legislatura in cui era vigente il sistema attuale della elezione diretta del sindaco a turno unico maggioritario; il Gufo pertanto auspica caldamente che i diversi gruppi politici di maggioranza e anche di minoranza possano presentare proposte di modifiche e di emendamenti rispetto a questo bilancio e se tali modifiche non saranno accolte il Gufo spera che questo bilancio disastroso possa essere respinto e "rispedito al mittente" senza più assistere a "teatrini politici" di consiglieri che tentano di "fare la stampella politica" a una maggioranza ormai fatiscente che si trascina avanti stancamente in modo inconcludente e senza più produrre risultati decenti a vantaggio dei cittadini di Castelli Calepio
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