sabato 24 febbraio 2018

VA IN SCENA SU "ARABERARA" PER LA PRIMA VOLTA IN QUESTA LEGISLATURA UN BENINI "PESSIMISTA" E "SFIDUCIATO"

Nella crisi irreversibile della maggioranza di Castelli Calepio entra improvvisamente in gioco un ulteriore elemento destabilizzante  e  assolutamente inedito,   che fino a oggi non si era mai manifestato in modo così clamoroso:  il pessimismo del sindaco Benini che per la prima volta  (nel suo solito monologo del venerdì su  "Araberara")  anzichè i soliti proclami trionfali esprime una visione assai preoccupante della vicenda politica locale.   Innanzitutto,  e  questa è una novità assoluta,  anche nelle dichiarazioni rilasciate ad  "Araberara"  prende ufficialmente atto della crisi:  dice infatti  "Pagani mi ha votato contro in Giunta,  siamo rimasti in sei  e  con questi numeri non si va da nessuna parte"  e  poi aggiunge che non accetta compromessi   e  non farà il tentativo di allargare la maggioranza a chi ha perso le elezioni;   probabilmente i consiglieri di minoranza del  "Patto per Castelli Calepio"  gli hanno fatto sapere che sul bilancio di previsione 2018 non faranno sconti  e  non si imbarcheranno nella maggioranza in sostituzione della Lega Nord.     La frase principale è quella in cui esclude mozioni di sfiducia,  discussioni in aula sulla crisi  e  altre situazioni di questo genere:  quando afferma  "il bilancio sarà il mio  'dentro o fuori'  e  la Lega dovrà prendersi le sue responsabilità"  dice che in pratica sarà il Consiglio Comunale,   in sede di approvazione del bilancio,   con il suo  "SI"  oppure con il suo  "NO"  a  decidere se la legislatura arriverà fino alla fine oppure se la vicenda si concluderà in quella seduta  (da queste parole lui stesso fa intendere che,   anche se per assurdo il bilancio dovesse passare per qualche assenza oppure per qualche voto di astensione,  se non avrà il voto favorevole di almeno sette consiglieri in materia di bilancio potrebbe essere lui stesso,   con valutazione autonoma,   a trarre le conseguenze che non ha più i numeri per andare avanti).     Infine per la prima volta non esclude la sua non ricandidatura:   il sindaco è stanco di queste continue risse politiche  e  non ne può più al punto che si è spinto a dire  "non mi ricandiderò mai più in una coalizione del genere";    non ha utilizzato la frase  "mai più con la Lega"  ma ha utilizzato la definizione  "mai più in una coalizione del genere"  intendendo che entrambi i partiti gli hanno rotto le scatole costringendolo a mediazioni estenuanti,   se ci sarà la sua ricandidatura sarà solo in un contesto di una  "Lista Benini"  composta da persone di sua fiducia  e  in primo luogo da quelli  (e sono pochi)  che in questa legislatura gli hanno sempre manifestato lealtà.    Il Benini  "pessimista"  ha solo un  momento di esuberanza quando con affetto definisce  "un bambinone"  Massimiliano Chiari;   in fondo il sindaco sa benissimo che non sono stati i social network  e  tanto meno il consigliere di  "Castelli Calepio Cambia"  a  creare il caos incredibile che ha praticamente dissolto l'alleanza tra Lega Nord  e  Forza Italia   

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