giovedì 22 febbraio 2018

QUANDO ERA "IN ODORE DI INCOMPATIBILITA' DALLA CARICA" I SUOI COLLEGHI DI MAGGIORANZA LE LASCIAVANO VOTARE DI TUTTO, E QUANDO POTEVA AFFOSSARE IN AULA BENINI NON LO FECE: C'E' QUALCOSA CHE NON QUADRA NELLE ACCUSE POLITICHE CONTRO CLEMENTINA BELOTTI

Nel suo intervento in aula del Consiglio Comunale del 20 febbraio 2018 il consigliere del  "Patto per Castelli Calepio"  Flavio Bizzoni dice,   tra le altre cose,   che la sentenza numero 116 del 5 aprile 2016 emessa dal Tribunale di Bergamo  (che rende definitive le multe per i depuratori di 58.000,00  euro a carico di Clementina Belotti,    perchè il Comune decise di non fare ricorso entro il termine definitivo del 5 novembre 2016 indicato in sentenza)  è  l'atto iniziale della vicenda che farà precipitare la crisi della maggioranza,   tanto è vero che secondo lui Clementina Belotti  ("in odore di incompatibilità"  perchè chi ha un debito verso il Comune non può essere assessore al Bilancio)  si dimetterà pochi giorni dopo la sentenza,   esattamente il 30 maggio 2016,   "per motivi personali"  che non furono mai specificati in quella lettera di dimissioni dal proprio incarico.   In realtà la diretta interessata probabilmente non si sentiva affatto  "in odore di incompatibilità"  e  nemmeno i suoi colleghi di maggioranza  (compreso il sindaco):   a condanna divenuta ormai di dominio pubblico nella maggioranza  (al punto stesso che Clementina Belotti dichiara che fu avvisata in data 11 aprile 2016 mediante una mail di un funzionario comunale)   nessuno di essi sollevò il minimo problema.    Clementina Belotti da assessore al Bilancio in carica  "condannata"  partecipò a riunioni di Giunta e a sedute di Consiglio Comunale  (esprimendo voto favorevole)  in cui era approvato in data 20 aprile 2016 il bilancio di previsione 2016  (seduta di Consiglio Comunale),   in data 27 aprile provvedimenti come il rendiconto consuntivo del 2015  (riunione di Giunta)  e  il provvedimento di riaccertamento dei residui attivi e passivi  (riunione di Giunta);    secondo la tesi di Flavio Bizzoni in pratica,   prima delle dimissioni dall'incarico,   lei stessa approvò gli atti più importanti di un assessore al Bilancio  e  gli altri membri di maggioranza non sollevarono la minima obiezione,   visto che non risultano considerazioni su un eventuale  "rischio di incompatibilità"  nei verbali di quelle sedute,   e  poi si dimette da assessore  (ma non da consigliere comunale)   solo dopo avere approvato quei provvedimenti.   

Dopo la messa in mora del 3 settembre 2017 da parte del Comune,   quando in teoria era scattato il requisito previsto dal Testo Unico degli Enti Locali di  "debito liquido ed esigibile"  del consigliere nei confronti dell'Ente derivante dalla messa in mora,   come peraltro hanno fatto rilevare sia Massimiliano Chiari di  "Castelli Calepio Cambia"  che  lo stesso Flavio Bizzoni,   Clementina Belotti   "in odore di incompatibilità"   partecipa nuovamente a tre votazioni di atti di fondamentale importanza per il Comune di Castelli Calepio:   il 25 settembre 2017 vota in aula di Consiglio Comunale il bilancio consolidato,   il 31 ottobre 2017 vota addirittura  (con voto favorevole!!!)   la variante generale del P.G.T.  in aula di Consiglio Comunale  e  il 28 novembre 2017 vota contro la variante al bilancio di previsione 2017.

Tutto ciò appare a dir poco esilarante e sorprendente:   ogni volta che si verificava una situazione che portava prima l'assessore al Bilancio  e  poi la consigliera a essere  "in odore di incompatibilità dalla carica"  tutti se ne fregavano dal primo all'ultimo  (nella maggioranza),   i consiglieri della minoranza non sollevavano il problema in aula,   e  Clementina andava tranquillamente avanti per giorni  e  a volte per mesi a votare in aula di tutto e di più.    La situazione diventata improvvisamente  "urgente"  la sera del 17 gennaio 2018 per diversi mesi è stata tutto tranne che urgente,     e  anche la tesi che Clementina a un certo punto ha voluto fare precipitare la situazione viene smentita da un fatto clamoroso:   per ben tre volte Clementina ha avuto l'occasione di  "fare saltare il banco"  e  mandare a casa Benini in Consiglio Comunale e non lo ha fatto.   La serata del 23 marzo 2017  (era in approvazione il bilancio di previsione 2017,   i consiglieri di minoranza erano usciti dall'aula per protesta su una documentazione consegnata loro che risultava piena di refusi  e  incompleta)  quindi sarebbe bastato che lei e altri due leghisti uscissero dall'aula per fare venire a meno il numero legale il materia di bilancio  e  aprire di fatto una crisi politica molto grave;     poi la serata del 29 giugno 2017  (erano assente il vice sindaco  e  un consigliere di minoranza)  sarebbe bastato a lei e agli altri due leghisti unirsi in aula ai tre consiglieri di minoranza   e  votare contro la variazione di bilancio che istituiva l'esercizio del diritto dell'azione di regresso per affossare sei voti contrari a cinque quella variazione  e  mandare in crisi la Giunta,    invece i leghisti decisero di astenersi e salvare Benini dalla disfatta politica;    infine la serata del 31 luglio 2017 il gioco era assai facile perchè risultava assente per ferie programmate da tempo un consigliere di Forza Italia quindi la Lega Nord,   se avesse voluto,   poteva di nuovo affossare Benini in aula  (invece quella sera fu assente anche lei  e  non si fece nessuna congiura politica).     La persona accusata di aver tentato a tutti i costi di affossare la maggioranza aveva tre facilissime occasioni per compiere il misfatto  e  liberarsi di Benini in aula di Consiglio Comunale ma rinunciò a farlo:   e  di solito,   chi vuole liberarsi di un  "nemico",   queste occasioni  (tra l'altro ben tre occasioni favorevoli in pochi mesi!!!)   non se le lascia sfuggire....   

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