La nazionale islandese di calcio è ai quarti di finale dei campionati europei, dopo avere clamorosamente eliminato prima l'Austria e poi l'Inghilterra. Il Gufo ha visitato l'Islanda, nel lontano agosto 1999. E' atterrato all'aeroporto di Keflavik, a circa 30 chilometri dalla capitale Reykjavik; la capitale non è nulla di eccezionale, una tradizionale capitale nordica pulita e ordinata, qualche parco, un po' di cucina islandese a caro prezzo. La prima attrazione turistica islandese del Gufo è stata "la Laguna Blu", situata nelle immediate vicinanze del paesello di Grindavik, a quasi un'ora di viaggio da Reykjavik: è una tradizionale sauna islandese, immersione in acqua di sorgente calda per un bagno rilassante nel quale il Gufo, per oltre due ore, è stato completamente a riposo. Ha inizio il viaggio circolare dell'isola, i fiordi del Nord Ovest sono suggestivi ma prima di raggiungere il paesello del Nord Ovest più vicino a Reykjavik (si tratta del paesello di pescatori di Holmavik) si percorre oltre un'ora di strada desertica, qualche piccola abitazione isolata rompe la monotona successione di rocce vulcaniche che circondano la strada; poi prima di arrivare nella seconda più grande città islandese (Akureyri) si visitano le spettacolari e imponenti cascate islandesi, tra cui la più bella in assoluto sono le cascate di Godafoss e di Gullfoss (le "cascate degli dei", molto larghe e con un salto spettacolare). Qualche geyser con il suo getto di acqua costeggia le strade e abbellisce il paesaggio deserto, i paeselli spesso sono isolati e distanti oltre 30 - 40 chilometri uno dall'altro (e questo li rende isolati nella stagione invernale in cui le strade sono sommerse dalla neve). Vicino ad Akureyri sorge il mitico Lago Myvatn, il "lago dei moscerini": un esercito di insetti ti assale mentre tenti di recarti in riva al lago, e ti fa capire che è meglio desistere e lasciare quieto il lago. Anche Akureyri come Reykjavik non offre molto, solo qualche ristorante di cucina islandese in cui domina il pesce, la zuppa di pesce, il salmone; ma la vera meraviglia della cucina islandese si trova a Husavik, il paesello situato a nord di Akureyri nel quale, dal porto, si sale su una nave per assistere alla caccia alle balene e poi, appena tornati al porto, si va a gustare una straordinaria zuppa di pesce fresco (appena pescato) al ristorante dei pescatori. Per chi è avventuroso si va verso il centro dell'isola per ammirare il vulcano più importante islandese, il Vatnajokull, nelle vicinanze del quale il panorama sembra quello lunare e non manca la solita sorgente di acqua calda in cui immergersi per la tradizionale sauna; per gli altri il viaggio prosegue nei paeselli del sud islandese, partendo da Hofn fino a tornare a Reykjavik dopo aver sostato per qualche ora nel paesello dal nome impronunciabile di Kirkjubaerjarklaustur (l'unica cosa degna di nota di quel villaggio è proprio il nome, il resto non offre nulla di eccezionale) e il giro dell'Islanda finisce, a meno che non si vuole concludere con "la gita fuori porto" nell'isoletta di Vestmannyear. L'Islanda è una nazione quieta che offre natura e pranzo a base di pesce a volontà, aria pulita e le tradizionali abitazioni con i tetti ricoperti dall'erba e dal muschio, ma è anche una nazione terribilmente solitaria con i suoi paeselli situati a 30 - 40 chilometri uno dall'altro: e anche se il Gufo ha visitato (e amato) le solitarie Islanda e Isole Far Oer difficilmente farà ritorno in quei luoghi in cui il Gufo, più che amare la natura incontaminata, specchiava nella solitudine e nella quiete di quelle nazioni la sua anima depressa e solitaria
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