Il Gufo questa sera descrive l'animale più straordinario, quello vittima dell'ingiustizia della sua "cattiva fama" da animale infausto che gli uomini gli hanno incredibilmente appioppato, si tratta del gufo. Innanzitutto il gufo esteticamente è straordinario nel suo meraviglioso sguardo fisso e austero, nel suo piumaggio reale e regale (sono semplicemente fantastici quei piccoli innocui ciuffi di piume vicini alle sue orecchie, che oltre ad aumentare le qualità estetiche del gufo non intaccano il suo udito finissimo e straordinario), nelle sue zampette prensili che gli permettono anche inaspettati e veloci passetti quando il gufo, dopo essere sceso dall'albero, deve fare qualche breve camminata sul suolo. Il gufo ha una vista incredibile, come tutti i rapaci notturni, e una capacità (durante tutta la giornata quando domina la luce) di rimanere rigido, fisso, immobile e mimetizzato sul proprio albero, su quel ramo sopra il quale trascorre l'intero inverno!!! La rigidità e l'immobilità della giornata del gufo in realtà sono fasi di vita reale, di effervescenza di idee: in quel momento il gufo si organizza e si predispone per le attività notturne, e rimanendo completamente fisso, immobile e mimetizzato studia con attenzione e analizza le caratteristiche dell'ambiente che lo circonda, i movimenti delle sue prede e dei suoi nemici. Le pupille degli occhi girano veloci (ma gli occhi non si possono muovere e restano sempre fermi nello stesso punto) ma soprattutto il collo è capace di straordinarie rotazioni anche a 270 gradi, consentendo al gufo una rapida visualizzazione dell'ambiente che lo circonda in modo da "mettere in azione" la sua straordinaria capacità di analizzare i fatti mentre è fisso e immobile, la sua capacità di classificare le singole situazioni e la loro evoluzione anche quando versa nella condizione di assoluta rigidità nelle ore della luce del giorno, in modo da predisporre e preparare efficaci "piani di azione" per la notte. E' fortunatissimo il contadino che nelle vicinanze del suo campo gode della compagnia del gufo, il gufo infatti è un rapace notturno che con una straordinaria apertura alare (le ali del gufo comune si aprono anche per un metro di larghezza) e con un volo silenzioso radente al suolo spazza via gli animali nocivi, soprattutto i topi e i ragni, gli insetti e gli animali di piccola taglia che di solito infestano i raccolti e l'ambiente; il gufo quando è affamato e deve sfamare i propri piccoli produce maggiore pulizia di un esercito di operatori ecologici. Nessun animale riflette a fondo come il gufo, che predispone persino le gradazioni del colore del piumaggio per mimetizzarsi perfettamente negli alberi e nella foresta durante il giorno, infatti il gufo ha diversi esemplari ed è molto diffuso anche in questa Europa ormai inospitale per diversi tipi di animali, in quanto riesce facilmente a riprodursi.
Il gufo non porta sfortuna e il verso cupo del gufo è in realtà un modo per esprimere l'indole di un animale schivo e riservato, abitudinario fino al punto di rimanere per l'intero inverno (anche intere giornate quando le temperature scendono fino a diversi gradi sotto lo zero) fisso e immobile nello stesso ramo dello stesso albero, con le zampette prensili che sembrano voler dire che quel ramo appartiene a quel singolo gufo. Eppure questo gufo rigidissimo e ripetitivo, schivo e abitudinario, amante delle tradizioni e delle giornate dominate da lunghe ore "passive" e quiete prima di dare inizio alle sue avventure notturne, si dedica a straordinarie migrazioni, alla caccia notturna, è capace di un'apertura di ali improvvisa che lo rende regale, imperioso, dominatore assoluto del suo habitat naturale. Infine non esiste animale più saggio del gufo, specialmente quando invecchia; il gufo è un animale preciso fino alla pignoleria, estenuante nella sua espressione seria, austera e senza sorriso, e infine..... il gufo è un animale "permaloso". Consapevole di avere creato un "piccolo mondo" pieno di regole e di tradizioni secolari (un ramo accogliente, il nido, lo stesso albero per un intero inverno, la cura con cui si procura e custodisce la propria scorta e la propria provvista fino a essere quasi "un ragioniere e un magazziniere" che non tollera sprechi e inefficienze, un sistema di smaltimento delle prede indigeribili che è ecologico e addirittura organizzato, questo gufo metodico e incapace di gesti impulsivi organizza e pianifica persino la "non digestione" del cibo di cattiva qualità) il gufo agisce nel suo mondo, non si crea nemici entrando in contrasto con il mondo degli altri, ma si incazza a morte (esprimendo il suo stato d'animo con il suo verso cupo e fissando l'interlocutore che lo disturba con uno sguardo austero e severissimo) quando il suo "piccolo mondo" viene invaso e le regole antiche del gufo sono modificate a tradimento dall'intervento esterno. Il Gufo non poteva immaginare un animale migliore, per trastullarsi nella beatitudine di quel soprannome che voleva significare "portatore di sfortuna" e che in realtà lo identifica come un soggetto - esattamente come il gufo comune - di grande saggezza, un animale secolare che ama immensamente la Natura e soprattutto il "suo" albero, il "suo" ramo abituale dove trascorre molte interminabili giornate del lunghissimo e rigidissimo inverno del Nord
NOTA FINALE DEL GUFO - probabilmente le civette bianche e i "gufi femmina", di fronte all'austerità e alla rigidità dei loro compagni, trascorreranno lunghi momenti di noia, ma sono ripagate dalla certezza che, quando scende la notte e il gufo si lancia nell'avventura, oppure quando durante il giorno il gufo è in effervescenza e in meditazione profonda, quel compagno un po' troppo pignolo e preciso è capace di regalare loro straordinarie emozioni e con il suo verso cupo di scrivere bellissime pagine di vita, di raccontare e di esaltare la bellezza di un albero e del suo ramo pieno di foglie che consente al gufo di mimetizzarsi e di sopravvivere, della foresta immensa e regale, della Natura che con le sue regole aiuta il gufo a organizzare alla perfezione il suo "piccolo mondo"
Il gufo non porta sfortuna e il verso cupo del gufo è in realtà un modo per esprimere l'indole di un animale schivo e riservato, abitudinario fino al punto di rimanere per l'intero inverno (anche intere giornate quando le temperature scendono fino a diversi gradi sotto lo zero) fisso e immobile nello stesso ramo dello stesso albero, con le zampette prensili che sembrano voler dire che quel ramo appartiene a quel singolo gufo. Eppure questo gufo rigidissimo e ripetitivo, schivo e abitudinario, amante delle tradizioni e delle giornate dominate da lunghe ore "passive" e quiete prima di dare inizio alle sue avventure notturne, si dedica a straordinarie migrazioni, alla caccia notturna, è capace di un'apertura di ali improvvisa che lo rende regale, imperioso, dominatore assoluto del suo habitat naturale. Infine non esiste animale più saggio del gufo, specialmente quando invecchia; il gufo è un animale preciso fino alla pignoleria, estenuante nella sua espressione seria, austera e senza sorriso, e infine..... il gufo è un animale "permaloso". Consapevole di avere creato un "piccolo mondo" pieno di regole e di tradizioni secolari (un ramo accogliente, il nido, lo stesso albero per un intero inverno, la cura con cui si procura e custodisce la propria scorta e la propria provvista fino a essere quasi "un ragioniere e un magazziniere" che non tollera sprechi e inefficienze, un sistema di smaltimento delle prede indigeribili che è ecologico e addirittura organizzato, questo gufo metodico e incapace di gesti impulsivi organizza e pianifica persino la "non digestione" del cibo di cattiva qualità) il gufo agisce nel suo mondo, non si crea nemici entrando in contrasto con il mondo degli altri, ma si incazza a morte (esprimendo il suo stato d'animo con il suo verso cupo e fissando l'interlocutore che lo disturba con uno sguardo austero e severissimo) quando il suo "piccolo mondo" viene invaso e le regole antiche del gufo sono modificate a tradimento dall'intervento esterno. Il Gufo non poteva immaginare un animale migliore, per trastullarsi nella beatitudine di quel soprannome che voleva significare "portatore di sfortuna" e che in realtà lo identifica come un soggetto - esattamente come il gufo comune - di grande saggezza, un animale secolare che ama immensamente la Natura e soprattutto il "suo" albero, il "suo" ramo abituale dove trascorre molte interminabili giornate del lunghissimo e rigidissimo inverno del Nord
NOTA FINALE DEL GUFO - probabilmente le civette bianche e i "gufi femmina", di fronte all'austerità e alla rigidità dei loro compagni, trascorreranno lunghi momenti di noia, ma sono ripagate dalla certezza che, quando scende la notte e il gufo si lancia nell'avventura, oppure quando durante il giorno il gufo è in effervescenza e in meditazione profonda, quel compagno un po' troppo pignolo e preciso è capace di regalare loro straordinarie emozioni e con il suo verso cupo di scrivere bellissime pagine di vita, di raccontare e di esaltare la bellezza di un albero e del suo ramo pieno di foglie che consente al gufo di mimetizzarsi e di sopravvivere, della foresta immensa e regale, della Natura che con le sue regole aiuta il gufo a organizzare alla perfezione il suo "piccolo mondo"
Bel pezzo Gufo, dovresti deciderti - una buona volta, come richiesto da numerosi lettori - a sbarcare su facebook, affinché tu possa pubblicare direttamente questi post, senza dover ricorrere ad improbabili intermediari. Adelante, Gufo, adelante! :-)
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