"Guido e il Gufo sono ormai due persone diverse, distinte e distanti; il Gufo, cronista locale immerso nella bolgia del paesello sfigato e conosciuto nella retrograda zona della Valcalepio e del Basso Sebino, è polemico e aggressivo dal punto di vista della scrittura degli post della cronaca politica, è sempre più demotivato; Guido viaggia spesso, ha aperto una straordinaria pagina Facebook che illustra il Bello Estetico, e nella sua ampiezza di pensiero che è libero in mezzo ai parchi naturali e alle cascate, ai musei più belli del mondo e alle capitali europee più belle, Guido è ormai estraneo al paesello, uno straniero che qui da noi ha solo la propria presenza fisica mentre la mente e il pensiero sono totalmente lontani e fuori dalla bolgia. Come fai a tenere unite queste due diverse realtà psicologiche in un'unica persona?".
La riflessione di un lettore che conosce a fondo il Gufo riapre la pagina dolorosa e piena di solitudine e di sofferenza della depressione e il miracolo straordinario e meraviglioso del cambiamento dopo la depressione. Prima del mese di dicembre 2012, Guido e il Gufo erano insieme, totalmente immersi nella bolgia del paesello retrogrado e sfigato (che nel frattempo è anche peggiorato, e non di poco...), con un sogno impossibile: fare qualcosa per "tirare fuori" il paesello dalle secche di una realtà retrograda. Guido e il Gufo avevano questo obiettivo, anche se non sapevano bene cosa si poteva fare realmente per realizzarlo. La depressione ha una caratteristica: immerge la persona che ne soffre in una realtà negativa, piena di pessimismo, e quando (come nel caso personale del Gufo) la persona sofferente percepisce intorno a sè un ambiente a sua volta negativo, la via di fuga e la via di uscita dalla situazione negativa ha un solo nome, una sola definizione: IL CAMBIAMENTO. Il cambiamento per essere efficace e guarire la persona sofferente dalla depressione deve essere totale e radicale, deve portare la persona a costruire un piccolo "abito su misura" fatto di nuove passioni, nuovi obiettivi, una nuova "missione personale", un passo lento ma assiduo e costante che è quello che meglio di tutti si adatta alla condizione personale e sociale in cui versa il Gufo. Guido e il Gufo in realtà sono due facce della stessa medaglia: la faccia positiva (Guido) viaggia e descrive il Bello Estetico, realizza i propri sogni, soddisfa le proprie passioni (quella dei viaggi in pullman e quella della scrittura), ristora e consola l'anima che (in un depresso, e soprattutto nelle stagioni più fredde in cui la giornata è più breve, con poche ore di luce) ha sempre un umore medio basso e una tendenza naturale al pessimismo, una leggera inclinazione verso la negatività; la faccia negativa (il Gufo), informata da Guido delle meraviglie del mondo esterno, percepisce immediatamente a fondo la tragicomica realtà del paesello retrogrado (e la percezione negativa che abbiamo fuori dalle "quattro mura delle frazioni degli Stati Uniti di Castelli Calepio", basta aprire le orecchie e non vivere nel mondo delle favole per sentire giudizi spesso negativi e per rendersi conto dell'arretratezza culturale in cui l'Italia precipita lentamente ma inesorabilmente da diversi anni), e martella senza pietà per tentare di svegliare l'ambiente in cui è fisicamente immerso per gran parte delle sue giornate. Guido e il Gufo in realtà sono "uniti dalla passione per la scrittura": ed è questo collante che riesce a comporre un unico quadro, quel quadro complesso che è la natura profonda di ogni singola persona e che si compone di diversi colori, di diverse emozioni, di umori spesso variabili e di pensieri liberi che vogliono volare nell'immenso orizzonte della Vita
Bel post, Guido-Gufo, complimenti.
RispondiEliminaMi congratulo, Gufo Nero, bellissima riflessione.
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