sabato 1 ottobre 2016

IL SOLILOQUIO SERALE DEL GUFO, CHE ILLUSTRA AI LETTORI LE DUE PARTI "DIVISE, DIVERSE E GEMELLE" DELLA PROPRIA ANIMA

"Guido e il Gufo sono ormai due persone diverse,  distinte e distanti;  il Gufo,  cronista locale immerso nella bolgia del paesello sfigato  e  conosciuto nella retrograda zona della Valcalepio e del Basso Sebino,  è polemico e aggressivo dal punto di vista della scrittura degli post della cronaca politica,  è sempre più demotivato;  Guido viaggia spesso,  ha aperto una straordinaria pagina Facebook che illustra il Bello Estetico,  e nella sua ampiezza di pensiero che è libero in mezzo ai parchi naturali e alle cascate,  ai musei più belli del mondo e alle capitali europee più belle,  Guido è ormai estraneo al paesello,  uno straniero che qui da noi ha solo la propria presenza fisica mentre la mente e il pensiero sono totalmente lontani e fuori dalla bolgia.   Come fai a tenere unite queste due diverse realtà psicologiche in un'unica persona?".

La riflessione di un lettore che conosce a fondo il Gufo riapre la pagina dolorosa e piena di solitudine e di sofferenza della depressione e il miracolo straordinario e meraviglioso del cambiamento dopo la depressione.    Prima del mese di dicembre 2012,  Guido e il Gufo erano insieme,  totalmente immersi nella bolgia del paesello retrogrado e sfigato  (che nel frattempo è anche peggiorato,  e non di poco...),   con un sogno impossibile:  fare qualcosa per  "tirare fuori"  il paesello dalle secche di una realtà retrograda.   Guido e il Gufo avevano questo obiettivo,  anche se non sapevano bene cosa si poteva fare realmente per realizzarlo.   La depressione ha una caratteristica:  immerge la persona che ne soffre in una realtà negativa,  piena di pessimismo,  e quando  (come nel caso personale del Gufo)  la persona sofferente percepisce intorno a sè un ambiente a sua volta negativo,   la via di fuga e la via di uscita dalla situazione negativa ha un solo nome,  una sola definizione:  IL CAMBIAMENTO.   Il cambiamento per essere efficace e guarire la persona sofferente dalla depressione deve essere totale e radicale,  deve portare la persona a costruire un piccolo  "abito su misura"  fatto di nuove passioni,  nuovi obiettivi,  una nuova  "missione personale",  un passo lento ma assiduo e costante che è quello che meglio di tutti si adatta alla condizione personale e sociale in cui versa il Gufo.   Guido e il Gufo in realtà sono due facce della stessa medaglia:  la faccia positiva  (Guido)  viaggia e descrive il Bello Estetico,   realizza i propri sogni,  soddisfa le proprie passioni  (quella dei viaggi in pullman e quella della scrittura),   ristora e consola l'anima che  (in un depresso,  e soprattutto nelle stagioni più fredde in cui la giornata è più breve,  con poche ore di luce)  ha sempre un umore medio basso e una tendenza naturale al pessimismo,  una leggera inclinazione verso la negatività;   la faccia negativa  (il Gufo),  informata da Guido delle meraviglie del mondo esterno,  percepisce immediatamente a fondo la tragicomica realtà del paesello retrogrado  (e la percezione negativa che abbiamo fuori dalle  "quattro mura delle frazioni degli Stati Uniti di Castelli Calepio",   basta aprire le orecchie e non vivere nel mondo delle favole per sentire giudizi spesso negativi e per rendersi conto dell'arretratezza culturale in cui l'Italia precipita lentamente ma inesorabilmente da diversi anni),  e martella senza pietà per tentare di svegliare l'ambiente in cui è fisicamente immerso per gran parte delle sue giornate.  Guido e il Gufo in realtà sono  "uniti dalla passione per la scrittura":  ed è questo collante che riesce a comporre un unico quadro,  quel quadro complesso che è la natura profonda di ogni singola persona e che si compone di diversi colori,  di diverse emozioni,  di umori spesso variabili  e  di pensieri liberi che vogliono volare nell'immenso orizzonte della Vita                
  

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