''LUI'' non c'era, e se c'era non si è mai accorto di nulla perchè evidentemente dormiva oppure scaldava la poltrona. Il miracolo del numero del venerdì di ''Araberara'' produce un Cesare Augusto locale che come sempre accade nei momenti decisivi della legislatura tira fuori la sua vera natura, quella del Ponzio Pilato indeciso a tutto che se ne lava le mani di qualsiasi questione e che non è mai a conoscenza di una mazza, nemmeno di quello che è accaduto negli uffici che a carica del suo incarico dovrebbe vigilare e presidiare con la massima attenzione
IL CASO DEI CARABINIERI IN COMUNE - il fatto è avvenuto nell'Ufficio Tecnico nel quale il sindaco, nella sua veste di sindaco che per sei mesi aveva la delega al Personale e che da tre anni e mezzo ha la delega all'Urbanistica e ai Lavori Pubblici, dovrebbe teoricamente sapere nei minimi dettagli ciò che accade in quel luogo visto che tutto si svolge praticamente sotto il suo diretto controllo. Purtroppo egli non sa nulla, e le frasi farfugliate sono un cumulo di reticenze ''io non sono il giudice e non sono il depositario della verità'', ''il sindaco non può licenziare nessuno e sono i responsabili che devono attivarsi in questo senso'', ''mi risulta che il dipendente è assente per malattia'', ''resto in attesa degli eventi, le voci circolano e resto in attesa di notizie sicure'', e non può mancare il fatto di dire che i politici hanno solo funzioni di indirizzo e di controllo mentre le azioni sono compito dei funzionari. Lui non c'era, e se c'era dormiva e non si è accorto di nulla, e non è nemmeno in grado di farsi una propria opinione politica su quello che è accaduto oppure se si è fatto questa opinione ha scelto di tacere e di fare il Ponzio Pilato dopo tre anni e mezzo di esternazioni ai giornali praticamente su qualsiasi argomento, il Gufo trae consolazione dal fatto che almeno questa volta si è riusciti ad evitare di dare la colpa di tutto a Renzi oppure ai comunisti
IL CASO DELLA DELIBERA DI GIUNTA PUBBLICATA SU ALBO PRETORIO TELEMATICO IN DATA 11 OTTOBRE SEI MESI DOPO L'APPROVAZIONE CHE AVVENNE IN DATA 12 APRILE - altro giro ''alla Ponzio Pilato'' e altro regalo, questa volta la frase che risolve la situazione è ''io non so che cosa è successo, ci sono responsabili che risponderanno di questa cosa, io non ne so nulla'' e qui siamo all'assurdo visto che è la sorprendente ammissione che una delibera di Giunta da lui stesso approvata e votata in data 12 aprile con regolare verbale della seduta è stata pubblicata sei mesi dopo su albo pretorio telematico senza che lui ne sapesse nulla e senza che nessuno della sua maggioranza lo abbia informato di questo fatto. Anche in questo caso il Gufo trae consolazione per la funzione di grande utilità pubblica del proprio blog, grazie al quale qualcuno che non si era mai accorto che una delibera non era ancora stata pubblicata su albo pretorio telematico e quindi di fatto era rimasta ''lettera morta'' nel cimitero degli elefanti della burocrazia è improvvisamente diventata di fondamentale importanza venendo riesumata dopo sei mesi e soprattutto dopo la pubblicazione di un articolo sull'Eco di Bergamo e dopo la pubblicazione di alcuni post sul blog del Gufo e sui social network
IL CASO DELLA RESTITUZIONE DELLA DELEGA AL PATRIMONIO DA PARTE DEL VICE SINDACO - il sindaco esclude che vi sia un collegamento diretto tra la vicenda incresciosa oggetto dell'indagine dei Carabinieri e la restituzione della delega al Patrimonio da parte del vice sindaco, e infatti il vice sindaco ha dato motivazioni ben precise sulla propria decisione che sono ben diverse e che non hanno alcun collegamento con la vicenda oggetto dell'indagine. Detto ciò, è assai bizzarro quello che dice il sindaco quando afferma ''quando in Giunta mi ha detto che si sarebbe dimesso perchè aveva chiesto alcuni documenti inerenti la sicurezza delle scuole e non gli erano stati consegnati, e così lui non si sentiva tutelato nel suo modo di fare l'assessore, io gli ho detto di aspettare, che mi sarei attivato io per farmeli consegnare ma lui non ha voluto aspettare, sono scelte sue''. In realtà da quanto dichiarato dal vice sindaco sull'Eco di Bergamo queste richieste si trascinavano avanti da diversi mesi anche con documenti protocollati e quindi ''lui'' non si è attivato per tempo e a sufficienza visto che le dimissioni sono probabilmente avvenute ''per stanchezza'' dopo continue richieste non soddisfatte da parte degli uffici, ma qui il Gufo è assai più prudente perchè è pendente una interrogazione scritta sulla vicenda presentata dai consiglieri di minoranza della lista ''Castelli Calepio Cambia'' e quindi quello che avrà rilevanza per chiarire i fatti saranno le dichiarazioni rilasciate dagli esponenti di maggioranza e dallo stesso sindaco nell'aula del Consiglio Comunale alla prossima seduta che sarà convocata probabilmente entro fine del mese di ottobre
Il Gufo si aspettava uno show solitario e un monologo con fuochi di artificio ma il Grande Cameleonte della politica locale ancora una volta ha fregato la concorrenza e soprattutto gli alleati, si è travestito da Ponzio Pilato ed è riuscito a tirare a campare ancora altre due settimane nel più classico e tradizionale dei giochini all'italiana, quello dello ''scarica barile'' che ha come somma regola quella di dire su una vicenda politica spinosa ''io non ne sapevo nulla''. E' un metodo che funziona quasi sempre e infatti personaggi come Giulio Andreotti ci hanno campato per una vita intera, e magari anche il Ponzio Pilato locale tra uno show solitario e un momento in cui riscopre l'arte antica dello ''scarica barile'' riuscirà nel miracolo di trascinarsi avanti stancamente fino alla fine della legislatura, per dimostrare al popolo che lui ha resistito all'assalto degli avversari e dei nemici e ha salvato politicamente la pelle e anche la poltrona alla quale si è inchiavardato fino all'ultimo respiro
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