La notizia è che ancora una volta il paesello è finito sulle pagine dell'Eco di Bergamo, ancora una volta per vicende poco edificanti, la notizia vera e purtroppo ai limiti della farsa è che non sono stati sufficienti due casi di dimissioni di assessori e sei casi restituzioni di deleghe da parte di consiglieri comunali oltre al commissariamento prefettizio che si è sostituito a una Giunta inadempiente per approvare il bilancio consuntivo del 2016 e adesso anche una indagine penale a carico di un funzionario dell'ufficio tecnico per fare venire in mente a qualcuno che forse sarebbe meglio iniziare seriamente a prendere in considerazione l'ipotesi delle dimissioni per manifesta incapacità politica e amministrativa, la notizia è che anche l'articolo di oggi dopo qualche momento di sorpresa finirà ben presto nel cestino della carta straccia perchè il popolo ormai si è talmente assuefatto a questi episodi che nulla fa più scandalo e tutto finisce ben presto nel tritacarne della solita frase ''ho ben altri problemi a cui pensare, della politica non me ne frega niente perchè sono tutti uguali''. Uno dei danni devastanti di questi ultimi anni di politica locale sarà proprio questo, avere creato rassegnazione all'interno delle persone semplici che hanno deciso di ''arrangiarsi come possono'' a risolvere i propri problemi individuali perchè non hanno più fiducia nella politica oppure addirittura perchè della politica non interessa più una mazza a nessuno, salvo il caso in cui entra in scena il proprio problema personale e solo in quel momento ci si ricorda che esiste anche la politica e che se la politica è inconcludente non riuscirà a risolvere nemmeno quel problema che ci sta tanto a cuore.
Dell'articolo dell'Eco di Bergamo resta pesantissimo come un macigno un fatto politico di grande rilevanza che sarebbe imprudente sottovalutare e liquidare alla voce ''sterili polemiche politiche'' come pensa di fare qualcuno per liquidare in poche parole questa ennesima vicenda imbarazzante e girare pagina come se nulla fosse accaduto. Una lista di minoranza e precisamente la lista ''Patto per Castelli Calepio'' il cui leader e capogruppo in Consiglio Comunale è l'ex sindaco di Castelli Calepio muove accuse ben precise di inefficienza nella gestione degli uffici che secondo l'ex sindaco sono ormai nel caos e allo sbando, e chiede conto alla maggioranza del fatto che quel funzionario indagato fu rimosso dalla responsabilità dei settori Patrimonio, Lavori Pubblici e Manutenzioni nel momento del suo insediamento e fu ripristinato in quella posizione proprio all'inizio di quella legislatura. I consiglieri del ''Patto per Castelli Calepio'', secondo quanto scritto dall'Eco di Bergamo, accusano la maggioranza di non avere saputo valorizzare e gestire le risorse interne, di avere gestito in modo inefficiente la macchina amministrativa comunale, di non avere nemmeno applicato il principio della meritocrazia nell'assegnazione delle cariche pubbliche di più alta responsabilità e di più alto livello (questo tipo di accusa che è quanto mai devastante per un partito come Forza Italia che quando fu fondato nel 1994 aveva come principio fondamentale quello di portare nel sistema pubblico italiano inefficiente quella straordinaria capacità di gestione che esisteva in larghi settori delle aziende private delle Regioni più evolute della nazione, e se Forza Italia viene a meno a questo compito che per ogni partito liberale di ogni nazione è un compito fondamentale allora è meglio che chiudano rapidamente baracca e burattini) e infine l'accusa politica più grave di tutta è quella di avere interrotto quel ''processo virtuoso'' di riorganizzazione degli uffici che era iniziato con la Giunta Bizzoni, il quale non aveva esitato nel corso del suo mandato amministrativo e politico a giubilare le persone che lui riteneva inadeguate a svolgere determinate mansioni ma non le aveva licenziate, le aveva semplicemente assegnate ad altri compiti meno gravosi anche se comunque di buon livello tecnico. Sono critiche politiche che non entrano nel merito dell'inchiesta perchè non possono farlo in quanto la responsabilità penale è personale e non si trasmette automaticamente a carico dei politici, ma che sollevano inquietanti dubbi sulla gestione degli uffici comunali e che confermano quanto sostenuto spesso dal Gufo ossia che gli uffici, ormai privi da mesi di linee di indirizzo chiare e precise a causa della rissosità interna tra i due partiti della maggioranza e non più sottoposti nemmeno a quello che è un compito indispensabile che solo la politica può assolvere ossia la vigilanza sull'operato dei funzionari che si concretizza premiando i più meritevoli e affidando a loro i compiti di più alta responsabilità pubblica, sono lasciati spesso nel caos e quindi rischiano di non riuscire a svolgere i loro compiti con efficacia e con efficienza.
Questi interrogativi politici che hanno sollevato i consiglieri del ''Patto per Castelli Calepio'', in altri paeselli un po' più seri del nostro, meriterebbero in tempi brevi risposte precise e circostanziate e non le solite trombonate della serie ''tutto va bene da domani si riprende a lavorare''. Non va bene proprio una mazza, e il signor sindaco di Castelli Calepio in qualità di potentissimo super delegato che dal primo giugno 2016 fino al rimpasto della fine di febbraio 2017 è stato per otto mesi contemporaneamente sindaco, assessore al Bilancio, delegato alla Gestione del Personale, delegato ai Lavori Pubblici e all'Urbanistica non può chiamarsi fuori dalla grave responsabilità politica per tutto ciò che è accaduto in questi mesi. Due dimissioni di assessori, sei restituzioni di deleghe da parte di consiglieri, un commissariamento prefettizio determinato dall'inadempienza della Giunta per l'approvazione del bilancio consuntivo 2016 e un'indagine penale a carica di un funzionario dell'ufficio tecnico meritano spiegazioni assai circostanziate e pubbliche possibilmente con un ampio dibattito in Consiglio Comunale, altro che le fumose e inconcludenti ''riunioni di Palazzo'' che si consumano inutilmente nelle stanze delle sedi dei partiti politici le quali visti i risultati sono come minimo patetiche, foriere di perdite di tempo e poco produttive
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