venerdì 26 gennaio 2018

ALTRO CHE "RESPONSABILITA' E BUON SENSO", LA VICENDA POLITICA DELLA DECADENZA DI CLEMENTINA BELOTTI E' DIVENTATA UNA FARSA (CON LA MAGGIORANZA CHE RIPETUTAMENTE NON RIESCE A ESSERE IN GRADO DI GARANTIRE DA SOLA IL NUMERO LEGALE)

Forse il Gufo ha una visione  "pessimista  e  sepolcrale"  della politica locale perchè passa la maggior parte del tempo della propria giornata in paeselli limitrofi,   fuori dalle quattro mura sacre degli Stati Uniti di Castelli Calepio,   quindi ha  "una visione dall'esterno"  dei fatti  e  dei misfatti  e  soprattutto gli capita spesso di ascoltare  (a volte in silenzio,   facendo finta di non essere un cittadino di Castelli Calepio)  quello che fuori dalle quattro mura pensano delle nostre vicende  e  del mitico  "sindaco sceriffo".     Sembra  (a volte)  di essere tornati ai tempi d'oro di Silvio B.,   quando nella cittadella imperavano servitori che baciavano la mano al Grande Capo  e  fuori dalle quattro mura si sprecavano barzellette,   risate,   prese in giro  e  "mani nei capelli"  delle persone letteralmente sorprese di vedere a quale infimo livello era precipitata la politica delle quattro mura dominate dal satrapo.

Questa volta non si deve avere affatto una visione  "pessimista  e  sepolcrale"  ma  è  sufficiente la nuda e cruda elencazione cronologica dei dati  e  delle date per descrivere una vicenda incredibile  e  assurda come quella che sta portando alla decadenza dalla carica di consigliere comunale di un ex sindaco di questo paesello.    Il 10 gennaio 2018,   dopo un mese e mezzo che il sindaco cincischia  e  mena il can per l'aia senza nominare un assessore in sostituzione di Laura Chiari che si era dimessa il 17 novembre 2017,    la sezione locale della Lega Nord propone come assessore al Bilancio Clementina Belotti.     A udire quel nome,   in Farsa Italia si stracciano le vesti  e  urlano allo scandalo  e  alla provocazione,   e  infatti parte la convocazione con procedura di urgenza per il Consiglio Comunale che dovrebbe contestare l'esistenza di una causa di incompatibilità   (premessa per una futura deliberazione di decadenza dalla carica di consigliere comunale)   per la sera del 17 gennaio 2018.    Quella seduta si conclude nel modo più disastroso:   la maggioranza da sola non è in grado di garantire il numero legale  (si presentano in aula solamente sei consiglieri di maggioranza,   il numero legale minimo previsto per garantire la regolarità della seduta è di sette consiglieri),    i consiglieri di minoranza dichiarano di essere in possesso di una documentazione largamente incompleta formata da una sola mail scritta dall'avvocato dell'Ente  e  dichiarano che secondo loro non sussistono i requisiti di urgenza per la convocazione del Consiglio Comunale.    La prima convocazione quindi precipita letteralmente nel ridicolo di una  "convocazione con procedura di urgenza"  durante la quale tutti i consiglieri presenti in aula votano per una proposta di sospensiva  e  di rinvio presentata da una delle due liste di minoranza nella quale si chiede tra l'altro di buttare nel cestino della carta straccia la procedura di urgenza  e  di andare avanti con la convocazione mediante procedura ordinaria.

Il 25 gennaio 2018 il sindaco Benini in aula fa il solito strafalcione verbale  (di cui non si era accorto nessuno):   dice  "abbiamo dovuto convocare di urgenza il Consiglio Comunale per la decadenza di Clementina perchè se diventava assessore sarebbe diventata incompatibile dopo soli tre giorni dalla nomina".    Benini confonde la carica di assessore con quella di consigliere comunale  (il Consiglio Comunale è infatti convocato per discutere la eventuale incompatibilità di un consigliere,   non di un assessore che fa parte di un altro organo che è la Giunta,   organo diverso dal Consiglio)   ma nella mitica  e  mitologica  "legislatura degli strafalcioni"  mancava solo  di assistere allo show di un sindaco che probabilmente non conosce la differenza tra  "carica di assessore"  che fa parte della Giunta  e  "carica di consigliere comunale"  che non fa parte della Giunta  (forse il sindaco non lo sa,   ma potrebbe in ipotesi di scuola nominare anche un assessore esterno che non è consigliere comunale).    A  parte questo formalismo  e  questo ennesimo inghippo lessicale,   la maggioranza è di nuovo inesistente,   addirittura in condizioni  numeriche peggiori rispetto al 17 gennaio 2018:   si presentano solo cinque consiglieri di Forza Italia  (ben lontani dal numero legale minimo che è di sette consiglieri)   e  solamente la presenza in aula di tutti quattro i consiglieri delle due liste di minoranza garantisce il raggiungimento del numero legale  e  lo svolgimento regolare di una seduta che,   se fosse dipeso solamente dalla maggioranza,   non avrebbe avuto nemmeno inizio  e  sarebbe finita nel nulla prima ancora di iniziare la discussione.   

Viene inviata nelle mani dei consiglieri a mezzo mail,   poche ore prima dell'orario fissato per  seduta del 25 gennaio,   una lettera di diffida dell'avvocato di Clementina Belotti che di fatto non viene tenuta nella minima considerazione,   il Consiglio Comunale vota a maggioranza la contestazione della causa di incompatibilità  e  a quel punto,   tenuto presente il contenuto della lettera dell'avvocato di Clementina Belotti,    ma ahimè non ci vuole un genio  e  nemmeno un'aquila per immaginare che si scivola verso il rischio di un probabile contenzioso legale tra il Comune  e  un ex sindaco di quel Comune,   ossia tra un Comune in questo momento governato  (si fa per dire)  da una maggioranza Forza Italia - Lega Nord  e  un ex sindaco tesserato militante della Lega Nord,   e  questa possibilità probabilmente viene vista da qualcuno come  "un fatto tecnico",   qualcosa che si verifica praticamente tutti i giorni in tutti i paeselli.    Quando nei giorni precedenti il Consiglio Comunale si faceva notare che si scivolava verso il rischio di questo possibile contenzioso,   alcuni  "spifferi di Palazzo"  riferiscono che una risposta assai spiritosa di uno degli esponenti più giulivi della maggioranza sarebbe stata che  "tanto se ne occuperà il prossimo sindaco",    perchè ovviamente questi contenziosi legali rischiano di durare anche diversi anni  e  quindi se vanno in scena negli ultimi mesi della legislatura è praticamente certo che la gestione del problema  (nella fase più importante del contenzioso)  finirà in collo al prossimo sindaco  e  alla maggioranza che vincerà le prossime elezioni comunali,   la quale magari non sa nemmeno nulla di quella lontana vicenda visto che nel 2007 diverse persone che si candideranno alle prossime elezioni comunali non erano nemmeno in politica  e  tanto meno frequentavano le sezioni locali dei partiti  e  delle liste civiche più importanti di Castelli Calepio.

Adesso alla vigilia della seduta decisiva,   quella che dovrebbe  (salvo sorprese dell'ultimo minuto)  dare il  "via libera"  definitivo alla decadenza di Clementina Belotti,   siamo nel marasma politico più completo:   non si sa chi si presenterà in aula  e  chi resterà a casa,    se si presenteranno meno di sette consiglieri di maggioranza per la terza volta consecutiva la maggioranza  (per evitare la figuraccia di non avere il numero legale)   dovrà  "chiedere l'elemosina"  ai consiglieri di minoranza supplicandoli di rimanere in aula,   e  soprattutto non si sa se la vicenda si concluderà quella sera  oppure  se sarà condannata a vivere il  "colpo di coda"  velenoso di un contenzioso legale lungo  e  dall'esito incerto.     In pratica,   ci si lancia in modo spericolato all'avventura  e  "del domani non vi è alcuna certezza"....  

Il Gufo in questo iter avventuroso  (che non si è ancora concluso!!!)   ha sentito parole  come  "buon senso e responsabilità",    "presa d'atto tecnica"  e  via dicendo,     ma forse per deformazione professionale non riesce a considerare tutto ciò in modo diverso dall'ennesimo capitolo avventuroso e  "ai limiti della farsa"  vissuto da una maggioranza che da sei mesi si trascina avanti vivendo  "una vita spericolata"  nella quale si scopre solamente la sera della seduta del Consiglio Comunale se il numero legale esiste oppure è a rischio,   se a votare a favore saranno in sette oppure tutti insieme,   se ci saranno assenze più o meno  "furbette"  e  improvvise di consiglieri  oppure  entrare in aula in ritardo  e  uscite dopo il primo punto dell'ordine del giorno,   se ci saranno i soliti  "giri di valzer"  di singoli consiglieri che di volta in volta sono assenti oppure presenti,   favorevoli oppure contrari;    magari qualcuno considera tutto questo  "un  atto dovuto"  come se l'incredibile sequenza di colpi di scena di assenze di massa,   numero legale a rischio,   cambi improvvisi di idea politica  e  rischio di apertura di contenziosi legali con un ex sindaco che fino a pochi mesi fa faceva parte della maggioranza  (e addirittura votava insieme al resto della maggioranza una variante generale al P.G.T.)   fosse qualcosa che si può definire  "serio"  dal punto di vista politico  e  dal punto di vista amministrativo.    E'  stata una vicenda a dir poco grottesca,   è stata portata avanti malissimo dal punto di vista politico / strategico  e  anche comunicativo,   e  siamo ancora a metà dello spettacolo;    non è stata la prima vicenda penosa della legislatura  e  probabilmente da qui alla fine rischiamo di vedere anche qualcosa di peggio  (perchè la vita insegna che quando pensi di avere toccato il fondo,   puoi sempre continuare a scavare),    ma il Gufo auspica caldamente che ci siano almeno risparmiate parole come  "responsabilità"  e  "buon senso"  per definire una questione che dall'inizio alla fine è stata gestita da alcuni esponenti della maggioranza in modo totalmente incosciente  e  politicamente irresponsabile.    Purtroppo il Gufo quando assiste a queste vicende  e  ne deve descrivere gli sviluppi facendo la cronaca di quello che è accaduto comprende in pieno per quale ragione spesso e volentieri fuori dalle  "quattro mura della Repubblica Indipendente de'  TAUU  facente parte degli Stati Uniti di Castelli Calepio"  si ride di noi  e  del pittoresco teatrino della nostra politica locale,   e  non ce la fa proprio a definire  "serio"  quello che nella maggior parte dei casi è una pessima recitazione di uno spettacolo il cui copione  (e la stessa prestazione fornita dagli attori protagonisti)   è decisamente scadente  e  deludente

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