La decisione del 25 gennaio 2018, votata dalla maggioranza dei consiglieri comunali, è a tutti gli effetti una vera e propria "contestazione formale": il Consiglio Comunale a maggioranza dei suoi membri contesta a una collega l'esistenza di una causa di incompatibilità con la carica, e invita la diretta interessata a rimuovere questa causa di incompatibilità altrimenti procederà con la dichiarazione ufficiale di decadenza. Ha quindi inizio l'avventura, e rischia di trascinarsi per diversi anni. Innanzitutto in questa settimana avrà luogo la notifica formale della decisione del Consiglio nei confronti di Belotti Clementina, poi la diretta interessata avrà dieci giorni di tempo per presentare al Consiglio le proprie contro deduzioni oppure in alternativa per rimuovere la causa di decadenza oppure come terza scelta (che è altamente improbabile) rassegnare le dimissioni dalla carica di consigliere; la lettera pervenuta a mezzo mail da parte dell'avvocata di Clementina Belotti fa capire che la diretta interessata contesta nel merito la decisione presa dai suoi colleghi. Trascorsi i dieci giorni dalla data di notifica e pervenute le decisioni della diretta interessata (contro deduzioni oppure rimozione della causa di incompatibilità) si dovrà procedere alla convocazione di un altro Consiglio Comunale per deliberare l'avvenuta rimozione della causa di decadenza, oppure in alternativa la decadenza dalla carica di Clementina Belotti, oppure (in quella che sembra una mera ipotesi di scuola, tenuto presente che sette consiglieri il 25 gennaio hanno votato a favore della contestazione) l'accettazione delle contro deduzioni e quindi il mantenimento in carica di Clementina Belotti.
Ci sarà quindi bisogno di un ulteriore Consiglio Comunale, in caso di avvenuta decadenza di Clementina Belotti, e sarà il Consiglio Comunale che dovrà deliberare la surroga del consigliere decaduto con il "primo dei non eletti": siccome la posizione del "primo dei non eletti" non è mai stata valutata dal Consiglio Comunale in quanto il diretto interessato non è mai stato consigliere comunale l'organo elettivo dovrà valutare la sua posizione prima di dare il "via libera" definitivo alla surroga, e il Gufo dice questo non a caso visto che il "primo dei non eletti" era l'ex assessore all'Ecologia ed Ambiente negli anni in cui è maturata la vicenda delle sanzioni sui depuratori che ha dato origine a tutta questa causa; tuttavia il Gufo ritiene che ci sarà al massimo qualche discussione politica ma non ci saranno contestazioni particolari su questo aspetto della vicenda.
Terminata questa procedura, e una volta formalmente decaduta, se la diretta interessata ritiene ingiusta la procedura che l'ha travolta e costretta a "togliere il disturbo" potrebbe avere inizio un vero e proprio contenzioso legale con l'Ente, sia per il recupero della somma di 58 mila euro pagata dal Comune e sia per eventuali discorsi di risarcimenti danni potenziali. Qui si entra nell'incerto e si esce dal blog del Gufo, il blog del Gufo è infatti un blog politico e quando le vicende entrano ufficialmente nelle aule di Giustizia il Gufo è costretto a prendere atto che la decisione finale e la parola definitiva passerà nelle mani della Giustizia e non più della politica. E' bene tenere presente che sarà un contenzioso complesso e incerto nell'esito visto che per natura il contenzioso si definisce tale perchè l'esito è incerto e affidato alla valutazione della Magistratura e non della Politica, potenzialmente potrebbe durare anni e quindi "finire in collo" (nell'aspetto della gestione materiale del contenzioso) alla prossima maggioranza e al prossimo sindaco perchè l'attuale legislatura, a cui mancano circa 15 mesi dalla scadenza naturale, è praticamente "alla frutta", a fine stagione e ai titoli di coda. Questo ultimo aspetto irrita e fa incazzare il Gufo: una maggioranza in evidente fase di dissoluzione, che dal punto di vista politico non riesce nemmeno a garantire in modo auto sufficiente il numero legale per discutere di questa vicenda e che quindi deve dipendere ogni volta (per non cadere in aula sotto il rischio della mancanza di numero legale) da altri consiglieri, rischia di fare precipitare la situazione verso un contenzioso che finirà "in collo" ad altre persone, perchè loro dopo avere preso la decisione di decadenza "se ne lavano le mani", affidano l'incarico a un professionista (precisamente a uno studio legale) e se ne vanno via "all'italiana", sapendo benissimo che sarà un altro sindaco e un'altra maggioranza (magari persone che si candidano per la prima volta in questi anni, come sarebbe il caso di una eventuale vittoria di "Castelli Calepio Cambia" alle prossime elezioni comunali, e che quindi della questione dei depuratori non ne sanno nulla perchè non l'hanno mai gestita direttamente e non sono nemmeno mai stati informati in aula di queste vicende prima della serata del 25 gennaio, nella quale peraltro se ne è discusso in modo assai veloce e incompleto) a dovere gestire la complessità di questa vicenda. E' proprio questo aspetto politico della vicenda, non il merito oppure l'aspetto giudiziario che non sono di competenza del blog del Gufo, a destare perplessità su un modo di procedere che è stato come sempre poco serio, confusionario e che rischia di produrre conseguenze importanti a carico dell'Ente e delle singole persone fisiche (in primo luogo l'ex sindaco Clementina Belotti) che sono state coinvolte nella vicenda senza che mai nessuno abbia stabilito, con sentenza passata in giudicato, che queste persone si sono comportate con dolo oppure con la volontà di fare danni all'Ente
Nessun commento:
Posta un commento