Si alzano alte grida dalle viscere più profonde delle sedi della politica, e guarda caso si alzano tutte le volte che si consuma il rito tribale e la carneficina che è "la rissa per le poltrone" perchè quando si va alle elezioni (nazionali, regionali oppure locali) ogni partito e / o lista civica deve compilare una lista di candidati con un numero ben preciso di nomi, chi è in lista ha vinto e chi è fuori inizia a gridare al tradimento. Il problema vero, per i marpioni e i maneggioni della politica che promettono tutto a tutti e poi tradiscono con la massima disinvoltura la parola data, è che adesso gli esclusi non tacciono più perchè hanno nelle loro mani quelle armi potentissime che si chiamano "social network" (soprattutto Facebook) e quindi un minuto dopo la loro esclusione, avendo in mano anche l'arma potentissima che è la ritrovata libertà di chi ha le mani libere e non ha più nulla da perdere, iniziano a comparire le prime frasi sibilline e minacciose. Si inizia a parlare di "persone fasulle" (che sono sempre gli altri e mai noi stessi, come se si fosse inconsapevoli che è nella natura stessa della Vita assegnare a ognuno di noi, anche semplicemente per auto difesa personale, una piccola oppure una grande parte di predisposizione alla recitazione e a utilizzare una piccola oppure grande dose di "frasi di circostanza buone per tutte le stagioni" quando si vuole liquidare velocemente un problema che ci infastidisce), a titolo generico e senza fare nomi e cognomi ma con quei due o tre riferimenti (di solito mezze frasi sibilline) scritti in modo che le persone a cui sono indirizzati "i complimenti" possono capire la reale natura del messaggio, e poi arriva la formula magica che non manca mai quando si tiene a precisare che nulla sarà dimenticato. Gli esclusi delle liste sono più di uno, le poltrone e poltroncine di consolazione non sono sufficienti a consolare tutti, e quindi si parte dalle frasi sibilline e magari si va avanti a scrivere papiri quando si prende un po' di coraggio, e se la situazione non viene sistemata velocemente magari si scatena l'ennesima rissa e l'ennesima faida politica all'interno delle sedi dei partiti. Urge quindi procedere alla consolazione degli afflitti, e alla moltiplicazione dei pani, dei pesci e delle poltrone (fino a quando ciò è possibile) magari annunciata "Urbi et Orbi" con la sacra imposizione delle mani del monarca regnante in quel momento che provvederà lui stesso a motivare la scelta in modo solenne e virtuoso; semmai il vero problema è che le poltrone non sono eterne e presto o tardi si deve sloggiare, per scadenza naturale del mandato oppure per imprevedibili eventi esterni, e in questa triste società fondata sull'immagine e sull'apparenza quando il potere svanisce e passa in mano ad altri si deve fare ritorno alla vita reale, con l'aggravante che quando non sei più nei Palazzi del Potere la gente si dimentica di te e quelli che fino a qualche momento prima erano in servile adulazione ti tolgono anche il saluto. L'importante è che chi mette in scena la lagna commuovente, si ricordi che quando in passato la medesima "ingiustizia" della quale oggi ci si lamenta era stata consumata sul collo di altre persone non ci fu nessuna sacra indignazione, e anzi ci fu estrema indifferenza per la sorte che era finita in collo allo sfortunato protagonista di qualche anno fa. Lamentarsi adesso per la triste ripetizione della medesima vicenda che si era consumata qualche anno fa (che ha solo cambiato l'identità dello sfortunato protagonista della giubilazione ma non lo svolgimento nudo e crudo dei fatti che è identico a quello di qualche anno fa), tirando fuori parole solenni, è troppo comodo e ed è anche troppo tardi
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