lunedì 12 febbraio 2018

LA PROCEDURA CHE ERA "URGENTE" LA SERA DEL 17 GENNAIO ADESSO PROCEDE DI NUOVO "ALLA LENTEZZA DEL BRADIPO": NON E' STATO ANCORA CONVOCATO IL CONSIGLIO COMUNALE SULLA DECADENZA DI CLEMENTINA BELOTTI

Primo colpo di scena:  il 29 giugno 2017 il Consiglio Comunale approva la variazione al bilancio 2017 che introduce il  "l'esercizio del diritto di rivalsa"  da parte del Comune nei confronti della ex sindaca Clementina Belotti per la vicenda della famosa sanzione di 58 mila euro per il malfunzionamento dei depuratori comunali che il Comune ha versato,   e  per la quale l'Ente si vorrebbe rivalere nei confronti della ex sindaca.    La Lega Nord non vota quel provvedimento:  il vice sindaco quella serata era assente alla seduta,   Clementina Belotti  "per motivi di opportunità politica"  ha preferito uscire dall'aula  e  non partecipare alla votazione,   Cristian Pagani e Pieremilio Pagani si sono astenuti;   pertanto solamente cinque consiglieri su tredici  (visto che i consiglieri di minoranza hanno votato contro la variazione di bilancio)  si sono ufficialmente espressi a favore dell'esercizio della rivalsa nei confronti della ex sindaca.    Il fatto che solo una esigua minoranza di consiglieri avesse votato a favore di questo provvedimento avrebbe dovuto fare riflettere la maggioranza:   non era necessario essere un'aquila per capire che se solo cinque consiglieri erano favorevoli all'esercizio del diritto di rivalsa,   in tutti i passaggi successivi della vicenda si sarebbe fatto fatica a tirare insieme i sette voti che consentirebbero alla maggioranza di essere auto sufficiente in Consiglio Comunale.  

Secondo colpo di scena:   per almeno sei mesi la questione non viene considerata  "urgente".   Nessuno si sogna di chiedere il parere alla Corte dei Conti per stabilire con certezza assoluta se siamo in presenza di un debito  "liquido ed esigibile",    nessuno ufficialmente contesta nulla a Clementina Belotti,   la quale dal 29 giugno 2017  fino al  17 gennaio 2018 continua tranquillamente a fare la consigliera comunale per oltre sei mesi.   Le viene consentito addirittura di votare la variante generale al P.G.T.   (seduta di Consiglio Comunale del 31 ottobre 2017)  e  la variazione generale al bilancio di previsione 2017  (seduta di Consiglio Comunale del 28 novembre 2017):    se avesse versato in una situazione di incompatibilità tale da essere addirittura  "a rischio decadenza dalla carica",    un minimo di prudenza politica avrebbe dovuto indurre gli altri ad attivare immediatamente la procedura appena se ne erano verificati i requisiti di legge.

Terzo colpo di scena:   a sorpresa ciò che per sei mesi ha proceduto alla lentezza del bradipo esausto,   diventa di colpo  "urgente"  tra il 12 e il 16 gennaio 2018.    Il 12 gennaio il sindaco riceve una lettera dall'avvocato che rappresenta il Comune in questa vicenda in cui viene scritto che si è manifestata una causa di incompatibilità a causa del consigliere Clementina Belotti  e  pur sapendo benissimo che la maggioranza non era nemmeno in grado  (da sola e in modo auto sufficiente)  di garantire il numero legale minimo di consiglieri in aula per votare il provvedimento,   viene convocato un Consiglio Comunale  "con procedura di urgenza"  la cui seduta si svolge la sera del 17 gennaio 2018.    La vicenda precipita nel ridicolo quando nel corso della serata,   quando la maggioranza  (che si era presentata con soli sei consiglieri,   quindi non in grado da sola di garantire in modo auto sufficiente il numero legale)   si ritrova umiliata politicamente  e  costretta ad accettare una richiesta di sospensiva proposta dai consiglieri di minoranza di  "Castelli Calepio Cambia"  che chiedevano che fosse dichiarata l'insussistenza dei motivi di urgenza  (oltre a prendere atto del fatto che la documentazione consegnata ai consiglieri di minoranza era largamente insufficiente  e  carente per consentire loro di approfondire la questione)   che avevano determinato questa avventurosa e improvvisata convocazione del Consiglio Comunale,   e  chiedevano che si potesse procedere con la convocazione ordinaria nei classici cinque giorni previsti dalla legge tra data di convocazione  e  data di svolgimento della seduta.

Quarto colpo di scena:   il Consiglio Comunale convocato con procedura ordinaria in data 25 gennaio 2018 ripresenta la stessa situazione della serata del 17 gennaio 2018,   ossia una maggioranza non in grado  (da sola e in modo auto sufficiente)  di garantire il numero legale minimo per mettere ai voti la questione posta all'ordine del giorno;    Benini e la sua  "Armata Brancaleone"  si salvano dalla seconda figuraccia consecutiva in aula solo grazie al fatto che i consiglieri del  "Patto per Castelli Calepio"  non accettano la proposta formulata in aula dal consigliere di  "Castelli Calepio Cambia"  di uscire tutti insieme  (i consiglieri delle due liste di minoranza)  per fare mancare il numero legale,   ma addirittura i due consiglieri oltre a rimanere in aula votano a favore della contestazione della causa di incompatibilità nei confronti di Clementina Belotti.    Tutti coloro che hanno votato a favore  (i consiglieri di Forza Italia  e  quelli del  "Patto per Castelli Calepio")   non hanno il minimo dubbio che la procedura che ha portato alla contestazione della causa di incompatibilità è corretta:   va tutto bene,   anzi,   quelli del  "Patto"  dichiarano che semmai la maggioranza doveva attivare almeno quattro mesi prima questa procedura perchè già da diverso tempo esistevano le condizioni per procedere con la contestazione della causa di incompatibilità!!!

E adesso arriviamo al quinto colpo di scena,   quello che  NON SI E'  ANCORA REALIZZATO.    Il colpo di scena consiste proprio nel fatto che dal 25 gennaio 2018  a  oggi non si è ancora verificato nulla:   nonostante sono abbondantemente trascorsi i dieci giorni concessi al consigliere comunale  "incompatibile"  per la presentazione delle contro deduzioni  oppure per la rimozione della causa di incompatibilità,    il Consiglio Comunale che deve deliberare definitivamente se mantenere in carica la consigliera Clementina Belotti  oppure  se dichiarare la sua decadenza non è ancora stato convocato alla data di oggi,   12 febbraio 2018.   In teoria se tutto era limpido,   lineare,   chiaro,   "ai sensi della legge"  questa settimana si sarebbe già dovuto essere in aula per la discussione,   mentre probabilmente si dovranno attendere altri giorni.    Che cosa è accaduto dal 25 gennaio fino a oggi nelle stanze della Reggia di Villa Clorinda che ha di nuovo rallentato  e  "stoppato"  la procedura??   Quale nuovo inghippo,  intoppo,  formalismo  e / o  refuso è saltato fuori??     Ma la verità potrebbe anche essere più inquietante  e  inconfessabile:   siccome  (malgrado le apparenze)  alcuni dei sette che hanno votato a favore della contestazione della causa di incompatibilità erano in realtà a dir poco perplessi da tutto ciò che sta accadendo,    magari  "in qualche segreta stanza"  può essere accaduto che almeno uno di essi ha cambiato idea,   oppure minaccia di cambiare idea disertando l'aula al prossimo Gran Consiglio:   e  ciò sarebbe assai drammatico,   perchè farebbe venire a meno il numero legale costringendo gli altri a vere e proprie acrobazie verbali per  "andare dietro al vento che cambia"....     Magari qualcuno leggendo questo post del Gufo rimane convinto che la procedura è stata chiara,   limpida,   lineare  e  "a norma di legge",    ma il Gufo  (scrivendo questo post)   ha come unica certezza che andando avanti nello svolgimento della procedura i dubbi tecnici  e  politici,   invece di diminuire  e  di essere risolti da risposte finalmente definitive e convincenti,   continuano ad aumentare  e  a diventare sempre più assillanti,  pressanti  e  asfissianti....   

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