mercoledì 14 febbraio 2018

TASSE A LIVELLO RECORD PER IL QUARTO ANNO CONSECUTIVO, TAGLI ALLE SPESE DEI SERVIZI ESSENZIALI, UN'ALTRA "COLATA DI CEMENTO", UN CAMPO IN ERBA SINTETICA CON UN PREVENTIVO STRAMPALATO, IL SOLITO "LIBRO DEI SOGNI": ENTRA IN SCENA LA VERSIONE DISASTROSA DEL BILANCIO DI PREVISIONE ANNO 2018

La prima sensazione che si prova,   analizzando a fondo i saldi del bilancio di previsione 2018  (pubblicati su albo pretorio telematico del sito internet comunale in data 12 febbraio dopo che  "lo schema di bilancio e di documento unico di programmazione"  da presentare in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva sono stati deliberati in Giunta in data 31 gennaio 2018,   delibere numero 11 e 12,   con voto contrario dell'assessore leghista Cristian Pagani che ha fatto mettere a verbale che  "il bilancio non rispetta le linee di indirizzo della sezione politica di appartenenza"),   è quella di un finale di legislatura  "lacrime e sangue",   di un  "bis"  su livello locale di singolo paesello del finale tempestoso di avventura di Silvio B.  nel novembre 2011.    Questa volta il commissario non è Mario Monti  ma è il funzionario dell'Ufficio Ragioneria,   che ha raschiato il fondo del barile pur di risparmiare qualcosa ma alla fine i colpi di prestigio  e  "il libro dei sogni"  che è per definizione ogni bilancio di previsione di inizio anno non è riuscito a mascherare una realtà fatta di tasse locali sempre più pesanti  e  asfissianti,    di tagli ad alcuni servizi essenziali alle persone  (che vanno ad aggiungersi ai tagli degli anni precedenti),   di alcune iniziative strampalate  e  di un  "libro dei sogni"  che  (con l'avvicinarsi ormai inesorabile della scadenza naturale della legislatura)   fa chiaramente comprendere che almeno la metà delle opere pubbliche promesse in campagna elettorale erano una farsa in quanto irrealizzabili fin dall'inizio.    Il Gufo procede quindi a illustrare ai lettori i numeri principali del bilancio di previsione,   che sono ormai ufficiali in quanto derivano da delibere di Giunta che hanno  "il visto di conformità"  degli uffici  e  in quanto la documentazione è già pronta per essere consegnata ai consiglieri comunali  e  non si capisce per quale ragione si cincischia  e  si perde tempo prima di entrare in aula di Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva,   visto che per ogni mese di  "non approvazione"  il Comune viaggia dal punto di vista contabile  "in esercizio provvisorio"  e  quindi con limitata capacità di azione  e  di programmazione politica  e  amministrativa.     

LE TASSE LOCALI SONO A LIVELLO RECORD  -  dai 4,2 milioni di euro degli ultimi due anni della legislatura Bizzoni  (che era pesantemente condizionata dalle stangate fiscali decise a livello nazionale dal Governo Monti  e  dalla politica dei tagli pesantissimi dei trasferimenti statali agli Enti locali portata avanti senza tregua dal 2012 fino al 2015)  il sindaco che aveva giurato  "non aumenteremo mai le tasse perchè è una roba da comunisti"  ha travolto tutti i record di mattanza fiscale.   Le aliquote delle tasse locali,   dal 2015  al  2018  (e anche per l'anno 2018 è stato confermato che non si procederà ad alcuna riduzione)   sono ai massimi livelli previsti dalla legge nazionale:  aliquota I.M.U.  al 10,60 per mille,   aliquota addizionale comunale allo 0,80%.    Le entrate fiscali sono quindi volate a livelli inimmaginabili:   sono entrati nelle casse comunali nel 2017  euro 5.163.502,00  mentre si prevede che anche nel 2018  e  nel 2019  non cambierà praticamente nulla  (entrate previste nel 2018 per una somma di euro 5.142.593,00,   entrate previste nel 2019 per una somma di euro 5.154.399,00).    Si chiude quindi  "in bruttezza"  una legislatura che per quattro anni consecutivi ha visto i cittadini di Castelli Calepio tirare fuori oltre 800.000,00  euro in media per ognuno di questi quattro anni:   siccome la popolazione di Castelli Calepio si compone di circa 10.000 abitanti  e  solo due terzi di essi producono redditi fiscalmente imponibili  (sono da escludere familiari a carico,   minorenni,   persone che percepiscono redditi lordi inferiori a 10.000,00  euro),    in media una famiglia di quattro persone per ogni anno di legislatura Benini è stata  "salassata"  di circa 400,00  -  500,00  euro di tasse locali in più rispetto alla legislatura Bizzoni      

L'ADDIZIONALE COMUNALE DI FATTO LA PAGANO SOLO DIPENDENTI  E  PENSIONATI  -  nella tabella che evidenzia la ripartizione del gettito per categorie di contribuenti,   l'addizionale comunale di Castelli Calepio è versata per oltre il 62%  dai lavoratori dipendenti  e  per circa il 23%  dai pensionati:   le categorie  "a reddito fisso"  versano quindi da sole una percentuale che corrisponde ai quattro quinti del gettito di questo tipo di imposta,   mentre tutte le altre categorie  (artigiani,   commercianti,   liberi professionisti,   soci di società,   grandi industriali)   versano solamente un quinto dell'addizionale comunale.    Qualcosa non funziona  e  urge provvedere,   magari correggendo il sistema iniquo con l'introduzione dell'aliquota  "a scaglioni"  anzichè l'aliquota fissa dello 0,80%  che di fatto esenta chi dichiara redditi irrisori  e  distribuisce vere e proprie mazzate a quei dipendenti che hanno un discreto stipendio  e  superano i 30 - 40 mila di reddito lordo

IL LIBRO DEI SOGNI E'  ARRIVATO ALLA  "RESA DEI CONTI"  -  nel piano triennale delle opere pubbliche escono definitivamente di scena il palazzetto dello sport  e  il polo scolastico di Tagliuno:   l'inserimento del palazzetto dello sport nel 2019  (euro 1.500.000,00,   previsto un finanziamento regionale)   e  del polo scolastico di Tagliuno nel 2020  (euro 4 milioni,  previsto un finanziamento statale)   significano di fatto che quelle due opere sono stralciate  e  rinviate alla prossima legislatura.    Continuano ad essere inserite il completamento della scuola primaria di Cividino per 2,2 milioni di euro nel 2018  (finanziamento regionale)   e  della variantina alla S.P. 91  sempre nel 2018   (finanziamento regionale):   si è persa l'occasione di accendere mutui per portare avanti almeno il completamento della scuola primaria di Cividino  e  il Gufo lascia decidere ai lettori quanto è credibile la promessa di riuscire a realizzare la mitica  "variantina de'  TAUU"  entro la fine dell'anno 2018 con un finanziamento regionale in un anno nel quale la Regione Lombardia fino al 4 marzo praticamente non è operativa dal punto di vista politico perchè si svolgeranno le elezioni regionali

SI SPRECA UN S.U.A.P.  PER L'ENNESIMA  "COLATA DI CEMENTO"  -  è stato previsto per il 2018 la realizzazione della nuova area mercato a Cividino per 300.000,00  euro circa finanziata da uno dei due S.U.A.P.  che saranno approvati nel 2018:   in pratica,  si butta al vento l'entrata preziosa derivante dagli oneri di urbanizzazione di una delle due nuove attività produttive per realizzare l'ennesima  "colata di cemento",   questa volta a Cividino anzichè a Tagliuno.    Anche i 60.000,00  euro previsti per spostare l'area mercato a Tagliuno sono altri soldi gettati al vento che potrebbero essere impiegati in modo molto più produttivo....

CAMPO IN SINTETICO  OPPURE  "CAMPO IN ORO MASSICCIO" ??  -  il Gufo non voleva crederci,   quando ha letto nel piano triennale delle opere pubbliche che nel 2018 il rifacimento integrale del campo in erba sintetica al centro sportivo comunale di via Ferrucci a Cividino  (che si rende necessario in quanto,   ormai usurato e in pessime condizioni,   rischia di non ottenere la deroga per disputare partite ufficiali dalla F.I.G.C.  per la stagione sportiva 2018 / 2019)   ha un costo previsto di 495.000,00  euro,   quando nel 2007 la ex Giunta di Clementina Belotti per realizzare la prima versione di quel campo in sintetico aveva speso una somma pari alla metà di quella prevista attualmente a bilancio.    Probabilmente il campo in sintetico in realtà lo realizzano con superficie  "in oro massiccio"  oppure in metallo prezioso....   oppure probabilmente  (come minimo)   si devono richiedere altri preventivi  e  fare indagini un po'  più approfondite sui costi dell'opera

ARRIVA UNA RAFFICA DI TAGLI ALLE  "SPESE SOCIALI"  PER FARE QUADRARE I CONTI  -    il capitolo numero 12 del documento unico di programmazione  (diritti sociali  e  politiche della famiglia)  subirà un taglio di spese da euro 744.827,00  dell'anno 2018  a  euro 713.504,00  dell'anno successivo;    il capitolo delle politiche giovanili,  dello sport e del tempo libero scende da euro 270.069,00  dell'anno 2017  a  euro 228.369,00  dell'anno 2018  fino a scendere ulteriormente a euro 208.147,00  nel 2019  (con un imbarazzante  "zero assoluto"  come somma prevista per le politiche giovanili);    scende anche il capitolo dell'istruzione  e  del diritto allo studio da euro 744.404,00  dell'anno 2018  a  euro 729.004,00  dell'anno 2019;   scendono le spese di manutenzione e illuminazione dei cimiteri comunali da euro 99.711,00 dell'anno 2017  a  euro 77.700,00  dell'anno 2018;    diminuisce la dotazione di alcuni importanti capitoli della scuola  (in particolare il capitolo  "istruzione pre scolastica"  che comprende gli asili nido scende da euro 206.720,00 dell'anno 2017  a  euro 187.000,00  dell'anno 2018  mentre il capitolo  "spese ausiliari all'istruzione"  che comprende la mensa scolastica  e  il trasporto studenti scende da euro 356.730,00  dell'anno 2017  a  euro 320.520,00  dell'anno 2018)  

SEGNALE DI ALLARME NEI CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITA'  -  l'accantonamento al fondo sale dal 2018  (euro 360.000,00)  al 2019  (euro 402.000,00)  e  continua a permanere  "lo zoccolo duro"  della somma stimata in 370.000,00  di  I.M.U.  considerata tra i  "crediti di difficile esazione".    I consiglieri di minoranza Massimiliano Chiari  e  Fabio Perletti avevano chiesto a ripetizione nell'anno 2017 chiarimenti  e  precisazioni in merito alle azioni poste in essere dall'amministrazione comunale per recuperare l'evasione fiscale in materia di imposte locali  e  le loro preoccupazioni a quanto pare erano assai fondate  e  basate su serie considerazioni politiche

ESPLODE IL CAOS DELLE  "SPESE PER COMPENSI PROFESSIONALI"  -  siamo arrivati a quota euro 163.250,00  nell'anno 2018   (di cui euro 30.000,00  indicati come  "compensi per progettazione di opere pubbliche)  mentre nei due anni successivi si rimane stabili intorno a una quota di euro 145.000,00,    e  la gran parte di queste spese sono inserite nel capitolo delle spese legali che sono salite alle stelle.     Nella legislatura Bizzoni l'ex consigliere di minoranza del Popolo della Libertà Benini  (attualmente sindaco)   si stracciava più volte le vesti in aula  e  gridava allo scandalo quando la voce  "spese legali"  sfiorava oppure superava quota 100.000,00  euro,   adesso che è al governo lui questa voce è addirittura segnalata con tendenza a un continuo aumento;   forse mettersi a litigare con Clementina Belotti per una vicenda di 58 mila euro non sarà un affare per i cittadini di Castelli Calepio  (i quali con le loro tasse pagano,   tra l'altro,   anche questo capitolo di spesa pubblica)   perchè alla fine della vicenda potrebbe costare quasi il doppio al nostro Comune....

ONERI DI URBANIZZAZIONE  -  restano  "inchiodati",   nelle previsioni per gli anni 2018,  2019  e  2020  su  somme di poco superiori ai 300 mila euro,   fatta eccezione per i due S.U.A.P.  dell'anno 2018;   a  questo punto,   visto che l'andamento continua a riprodurre i poco entusiasmanti risultati della ex legislatura Bizzoni,   forse il P.G.T.  che fu approvato il 9 e 10 gennaio 2014 non era così  "disfattista"  e  forse la variante P.G.T.  introdotta in data 31 ottobre 2017 non ha prodotto il miracolo di fare ripartire il settore in crisi dell'edilizia.    La crisi economica generale  (soprattutto nel settore dell'edilizia)   esiste da anni,   è esistita realmente,  e  semmai sono state inesistenti  e  assurde le frasi di chi in aula di Consiglio Comunale negli anni della ex legislatura Bizzoni diceva  "la crisi non esiste"  

SICUREZZA,   "IL NULLA ASSOLUTO"  DELLA GIUNTA DI DESTRA  -  ci si limita a ripristinare i famosi 48 mila euro di investimenti in nuovi strumenti di video sorveglianza che furono sciaguratamente stralciati nella variazione di bilancio del 28 novembre 2017:   avevano quindi ragione  "i due disertori leghisti"  Clementina Belotti  e  Pieremilio Pagani a votare contro quella sera,   e  adesso che i 48 mila euro sono ritornati in bilancio,   il Gufo si augura caldamente che non saranno più stralciati  e  saranno realmente investiti in nuovi strumenti di video sorveglianza.    A parte questo ripristino di risorse,   non si segnalano altre iniziative in questo settore:   una Giunta di destra di fatto è inesistente in materia di Sicurezza,   dove si limita di fatto  "all'ordinaria amministrazione"  senza prendere alcuna decisione che i cittadini a più riprese hanno richiesto con raccolte di firme,   segnalazioni  e  richiesta di incontri con i politici locali

"GLOBAL SERVICE",   AUMENTA LA DOTAZIONE  -  sono state stanziate somme crescenti  (euro 135.000,00 per l'anno 2018,   euro 164.000,00  per l'anno 2019  ed  euro 195.000,00  per l'anno 2020)   per l'affidamento di alcuni servizi,   tra i quali per primo la manutenzione del verde pubblico  e  delle pulizie degli immobili di proprietà comunali,   a società esterne;   il Comune ormai rinuncia di fatto a svolgere i propri compiti,   li affida a terzi,   e  lo fa a costi sempre crescenti

L'UNICA VOCE IN AUMENTO SONO LE INDENNITA'  DI FUNZIONE  -  la ex Giunta Bizzoni  (sindaco  e  sei assessori compreso il vice sindaco)  costava 20 mila euro lordi in meno dell'attuale Giunta Benini  (sindaco  e  quattro assessori compreso il vice sindaco):   anche le indennità di funzione della Giunta,   esattamente come le tasse locali,   sono al livello massimo previsto dalla legge nazionale

Questi sono i numeri del bilancio di previsione 2018,   i numeri principali;   i singoli consiglieri potranno ulteriormente approfondire i singoli capitoli di entrata  e  di spesa  e  fare considerazioni molto più complete di quelle scritte in questo post.    Il Gufo non può fare altro che bocciare sonoramente l'ultimo bilancio della legislatura Benini,   che si chiude in mezzo a tagli di spese reali,   tasse locali a livelli record  e  una serie di opere  "da libro dei sogni"  che sono impallinate una a una a causa dell'immane spreco di soldi e di risorse in rotatorie,   parcheggi  e  colate di cemento di vario genere.    Quello che hanno detto in aula Massimiliano Chiari  e  Fabio Perletti di  "Castelli Calepio Cambia"  e  quello che va ripetendo  (purtroppo inascoltata)  da quasi due anni Clementina Belotti dopo le sue dimissioni del 31 maggio 2016 da assessore al Bilancio purtroppo è vero,   è dimostrato dai numeri,   è dimostrato dal caos che regna negli uffici comunali,   è dimostrato dai fatti politici.    E invece di rinsavire e di fare autocritica,   questa maggioranza  (ormai  "a fine stagione"  quando non ha più alcun senso impallinare un consigliere comunale)   va avanti lanciata come un treno in una politica che si rivela,   giorno dopo giorno,   sempre più fallimentare  e  disastrosa per il paesello....    e  adesso che si va verso la discussione in aula di questo bilancio che ormai dal punto di vista politico è da considerare  "il bilancio di previsione di Forza Italia  e  del vice sindaco"   (la Lega,   con esponenti palesemente contrari come l'assessore che ha votato contro in Giunta  e  come Pieremilio Pagani  e  Clementina Belotti che hanno votato contro nel Consiglio Comunale del 28 novembre 2017,   si è di fatto chiamata fuori  e  ha fatto chiaramente intendere che se non sarà profondamente emendato  e  modificato in aula non voterà questo bilancio)   in aula si dovrà stabilire una volta per tutte quali sono le posizioni politiche dei partiti,   delle liste civiche  e  anche delle singole persone  (consiglieri comunali  e  assessori)   che se ne dovranno assumere pienamente la responsabilità politica senza più poter giocare allo  "scarica barile"  e  continuare a fare le maschere di Carnevale



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