venerdì 27 novembre 2020

COLPI DI SCENA AL "MAXI CONSIGLIO COMUNALE" DI CASTELLI CALEPIO / IL PAESELLO E' SENZA SEGRETARIO COMUNALE, LA LEGA VOTA CONTRO AL PIANO DI DIRITTO ALLO STUDIO DOPO CHE IL SINDACO HA DEFINITO "UN PARTITO CHE FA POLITICA" IL COMITATO DEI GENITORI, SECRETATA L'INTERROGAZIONE DI "CASTELLI CALEPIO CAMBIA" SUL CENTRO COMMERCIALE EX FONDERIE QUINTANO MA LE INDAGINI SULLA "QUESTIONE ETERNIT" SI ALLARGANO

Il  "maxi Consiglio Comunale"  di novembre di Castelli Calepio manda totalmente in ebollizione la politica locale,  ed è un susseguirsi di colpi di scena uno dietro l'altro.    Il Comune di Castelli Calepio,  dopo avere perso in piena estate il responsabile dell'Ufficio Tecnico dimissionario,   è rimasto senza segretario comunale:   è stato collocato a riposo per raggiunti limiti di età  (e andrà quindi in pensione dal 1°  dicembre 2020)   il segretario comunale uscente,   ma il sindaco Benini ha annunciato che non è ancora stato individuato il nome del suo sostituto.    Essendo venuta a meno anche la ex vice segretaria,   che a sua volta ha preso congedo,   il Comune è  "in vacanza di segreteria"  per un periodo massimo di 120 giorni,   durante i quali il funzionario responsabile dell'Ufficio Ragioneria Domenico Coviello assumerà  "pro tempore"  l'incarico di segretario  "pro tempore"  (ed ha già esordito nella seduta consiliare del 27 novembre in qualità di segretario verbalizzante),   accentrando nelle sue mani immensi poteri  e  grandissime responsabilità pubbliche;   nel frattempo il sindaco scriverà alla Agenzia dei Segretari Comunali che,   in collaborazione con il Prefetto,   dovrà individuare dei nominativi iscritti all'albo da sottoporre alla nomina da parte del sindaco.    Il venire a meno del segretario comunale che va in pensione determina lo scioglimento delle convenzioni di segreteria in essere con il Comune di Orio al Serio con cui era in condivisione la spesa relativa a questa funzione dirigenziale;   la cronica carenza di disponibilità di segretari comunali nella Provincia di Bergamo probabilmente determinerà una scelta simile a quella appena revocata,   ossia quella di un segretario  "in condivisione"  con altri Comuni con cui dovrà essere stipulata una nuova convenzione.

Nella sessione di bilancio,   in cui si approva il bilancio consolidato dell'Ente  (quello che è la somma dei bilanci del Comune di Castelli Calepio  e  delle due società municipalizzate in cui ha partecipazioni  "strategiche",   Servizi Comunali per la gestione della raccolta dei rifiuti  e  della piazzola ecologica di via Molinaretti  e  Uniacque  per  la gestione dell'acqua pubblica)   l'emergenza Covid19 inizia a presentare il conto:   il Comune di Castelli Calepio ridetermina le tariffe stagione sportiva 2019 / 2020 per gli utilizzi dei campi di calcio del centro sportivo comunale di via Ferrucci  e  deve rinunciare a oltre 12 mila euro di entrate,   quelle corrispondenti ai tre mesi di  "lockdown generalizzato"  (marzo,  aprile  e  maggio)   per i quali le società sportive che usufruiscono degli impianti sportivi hanno dovuto interrompere la propria attività  "per causa di forza maggiore"  ossia a causa della sospensione definitiva delle sedute di allenamento  e  delle partite ufficiali dei campionati deliberata dalla F.I.G.C.  (Comitato Regionale della Lombardia)  e  dal C.S.I.  di Bergamo.      Sono venute a mancare anche tutte le entrate degli eventi culturali a cui il Comune ha dovuto rinunciare a causa delle misure restrittive che sono in vigore da quando è iniziata l'emergenza sanitaria Covid19,   e  quindi si è resa necessaria una variazione di bilancio per prendere atto di queste minori entrate  e  dell'impegno,   da parte del Comune stesso,   di procedere con l'indizione di un bando di gara per una somma quantificata in 57 mila euro circa per sostenere le attività sociali  e  produttive del territorio comunale.

Nella sessione dedicata all'approvazione del piano di diritto allo studio 2020 / 2021  la  Lega clamorosamente vota contro,   la consigliera Monica Novali addirittura si è spinta a dire che il piano di diritto allo studio  "è penoso"  perchè in un anno di assoluta emergenza come quello che stiamo vivendo secondo le due consigliere leghiste manca qualsiasi idea innovativa,   soprattutto nel sostegno della didattica a distanza;   il piano di diritto allo studio era stato presentato in modo più breve e succinto del solito dall'assessora alla Scuola e all'Istruzione Nadia Poli,   sofferente per una infiammazione alla gamba,    ma che sta fronteggiando la situazione di emergenza con una presenza assidua tutti i giorni nelle strutture scolastiche  e  soprattutto accompagnando personalmente gli studenti a scuola con il servizio  "Piedibus".     La polemica tra il sindaco e la Lega era iniziata con il sindaco che con definizione infelice ha definito  "un partito che fa politica"  il comitato dei genitori di Cividino  e  ha lamentato il fatto che siano state raccolte addirittura 300 firme per chiedere un incontro con lui;   peraltro la vicenda della scuola di Cividino avrà prossimamente un  "secondo tempo"  in aula di Consiglio Comunale perchè la Lega ha presentato una interrogazione in cui chiede chiarimenti in merito al cronoprogramma sui lavori in corso per la ristrutturazione della scuola primaria di Cividino,    e  quindi questa vicenda sarà argomento del prossimo Consiglio Comunale la cui seduta si svolgerà a dicembre poco prima delle vacanze di Natale.    Le consigliere leghiste si sono visibilmente incazzate quando il sindaco le ha provocate dicendo che  "è colpa vostra se avete perso le elezioni,   se restavate con me vincevamo facilmente",    Laura Chiari ha accusato il sindaco di fregarsene degli studenti di Cividino  e  dei disagi che l'attuale situazione sta provocando alle famiglie;    in realtà la scuola di Castelli Calepio,   come tutta la scuola italiana in generale,    è stata travolta da una emergenza come quella della pandemia davanti alla quale qualsiasi paesello,   compreso ovviamente Castelli Calepio,   non poteva evitare di essere travolto  e  di farsi trovare impreparato  e  inadeguato a dare soluzione a tutti i problemi  e  soprattutto a  "programmare"  in uno scenario in cui di settimana in settimana continua a modificarsi  e  a cambiare la situazione,   alternando chiusure a riaperture,    scuola in presenza  e  necessità di ricorrere alla didattica a distanza.    

L'ultimo punto dell'ordine del giorno,   ossia una interrogazione presentata dai due consiglieri del gruppo  "Castelli Calepio Cambia"  in merito agli articoli di stampa e a un preliminare che riaccendono la possibilità di realizzare un nuovo centro commerciale nell'area ex Fonderie Quintano  e  nella quale si chiedeva notizia su come risolvere l'annosa questione dell'I.M.U.  mai versata  e  finita precipitosamente nel pozzo senza fondo dei  "crediti di dubbia esigibilità",   è stato secretato dalla maggioranza che con voto unanime del sindaco  e  dei consiglieri comunali che lo sostengono ha deciso che la discussione in merito a quel punto dell'ordine del giorno si dovesse svolgere  "a porte chiuse"  (quindi invitando il pubblico a uscire dall'aula)   e  con obbligo di assoluta riservatezza  "in collo"  a tutti i consiglieri presenti alla seduta,   i quali non potranno in alcun modo divulgare ciò che è stato discusso  "nelle segrete stanze";    i consiglieri dei due gruppi di minoranza avevano ripetutamente richiesto che il punto fosse discusso alla presenza del pubblico  e  hanno votato contro la proposta di discussione  "a porte chiuse".     Peraltro il Gufo fa notare che non solo sulla vicenda  "eternit a Quintano"  è in corso una indagine penale da parte della Procura della Repubblica di Brescia che ipotizza reati molto gravi come il disastro ambientale  e  come l'omessa bonifica dell'area,    e  che il procuratore ha iscritto addirittura dieci persone  (tra cui il sindaco  e  alcuni funzionari comunali)    nel registro degli indagati  e  ha convocato altre persone a testimoniare come persone informate sui fatti,    ma addirittura secondo diversi articoli che sono stati pubblicati sull'Eco di Bergamo  e  su giornali bresciani l'indagine stessa potrebbe allargarsi alla questione dei ritardi che si stanno accumulando per le operazioni di bonifica del sito inquinato delle ex Fonderie Quintano.     Per quanto riguarda il Gufo quindi scatta una  "auto censura"  con cui il Gufo pone sè stesso sotto segreto istruttorio   (proprio perchè è argomento di una indagine penale ancora in corso)   e  sotto silenzio tombale e sacrale,   perchè ormai la vicenda non è più nelle mani della Politica  ma  sarà di competenza della Magistratura,   che al termine delle indagini emetterà decreti  e  sentenze   e   darà soluzione a questa vicenda,   circostanza che peraltro si è già verificata in quanto proprio grazie all'indagine della magistratura bresciana si è finalmente potuto procedere a dare esecuzione alle ordinanze sindacali che hanno consentito la rimozione delle lastre di eternit dopo anni di ritardi          

domenica 1 novembre 2020

I SEGRETI DEL "MODELLO CASTELLI CALEPIO", IL PAESELLO CHE STA EROICAMENTE RESISTENDO ALLA "SECONDA ONDATA" DEL CORONA VIRUS

 CASTELLI CALEPIO  "modello a livello nazionale"  di un paesello che incredibilmente resiste alla  "seconda ondata"  del  "Corona Virus",   letteralmente assediato,    geograficamente circondato da una Regione Lombardia in fiamme  e  da un virus che inizia a proliferare anche in alcune zone delle Province di Bergamo  e  di Brescia.     Castelli Calepio racconta una storia incredibile,   quella dell'ex  "paesello martire"  della  "prima ondata"  (in cui è morto addirittura il vice sindaco)  che nella  "seconda ondata"  sta passando indenne malgrado ha mantenuto una straordinaria mobilità.    Il primo segreto sono i governanti,   la Giunta di destra guidata dal sindaco Benini non ha mai pubblicato  "il bollettino di guerra quotidiano"  e  probabilmente se ne frega di sapere quanti sono i casi,   anche perchè è impossibile  (in un paesello di oltre 10 mila abitanti)  andare a intercettare  e  conteggiare tutti i casi reali  e  potenziali;    c'è troppo disfattismo  e  pessimismo in giro  e  i nostri amministratori saggiamente hanno deciso di  "lasciare vivere il popolo"  semplificando al massimo le procedure,   ossia limitandosi ad applicare sul territorio comunale le direttive nazionali  e  regionali,   senza cadere in tentazione  (come purtroppo hanno fatto diversi sindaci)  in tentazione e quindi senza aggiungere direttive  "locali"  al marasma che già regna sovrano in Italia e in Regione Lombardia.     I governanti hanno fatto casino con la vicenda della scuola primaria di Cividino,   ma hanno rimediato con due turni di trasporto su mezzi molto capienti sui quali è possibile viaggiare distanziati:   la disciplina incredibile dimostrata dagli studenti di Cividino ha fatto la differenza  e  per ora,    mentre le scuole di mezza Italia sono in fiamme,   non si segnalano criticità particolari nelle scuole di Castelli Calepio,   se non quella che i lavori di ampliamento della scuola di Cividino procedono con incredibili lentezze rispetto a quella che era la  "tabella di marcia"  originaria.    

Lo scrittore solitario  "è andato a ruota"  della Giunta,  e  non ha disturbato il manovratore,   quindi a sua volta non ha rotto le palle al popolo;   semmai la colpa del povero Gufo  (a volte  "messo in croce"  come  "negazionista")  è stata quella di incentivare al massimo la  "movida"  estiva,   che a Castelli Calepio è stata assolutamente straordinaria,    abbiamo avuto qualche caso di contagio di troppo nei mesi estivi  ma  questo ha favorito l'immunità di gregge,   concetto sul quale il Gufo crede ciecamente  e  che la Provincia di Bergamo  (come dimostrano diversi studi  e  gli stessi dati quotidiani del bollettino regionale della Lombardia)  ha quasi raggiunto.      Il Gufo è stato quindi  (nel pensiero sulla gestione della  "fase due")   "il megafono della Giunta"  e  ha spinto moltissimo sul concetto che si doveva fare ripartire l'economia di Castelli Calepio andando tranquillamente a lavorare in ufficio,   frequentando bar  e  negozi  e  soprattutto il Verbo del Gufo è stato quello di non rompere le palle al popolo,   e  di dire ai giovani che non dovevano avere paura a vivere senza timore e senza esitazione le vicende di questa pandemia;    le società sportive locali si sono ripresentate regolarmente ai nastri di partenza dei rispettivi campionati di calcio  e  di pallavolo,   e  gli sponsor stanno confermando fiducia nella ripartenza,   non fanno venire a meno i fondi  e  consentono la sopravvivenza delle società sportive in questo momento drammatico.    I lavoratori hanno lavorato alla grande,   gli artigiani e i commercianti locali sono andati avanti a svolgere i loro preziosissimi servizi,   i professionisti non hanno mai fatto venire a meno la loro consulenza tecnica,  legale  e  contabile,      c'è stata una straordinaria partecipazione popolare alle funzioni religiose  e  il sostegno agli Oratori e alle Parrocchie non è mai venuto a mancare,   i cimiteri comunali sono sempre rimasti aperti,    i mercati rionali  e  la bancarella del pesce del venerdì non sono mai venute a meno;   finora ha funzionato regolarmente sia il servizio di raccolta rifiuti che quello di apertura della piazzola ecologica,    molte persone sono riuscite a usufruire di tutti i  "bonus"  e  gli incentivi economici messi a disposizione dal Ministro dell'Economia Gualtieri nell'anno 2020  e  l'assessore alla scuola Nadia Poli è stata come al solito attiva  e  fisicamente presente sul territorio,    riuscendo a organizzare anche qualche concerto allo  "Stockholm"  prima della chiusura temporanea disposta dal D.P.C.M.  del 24 ottobre.    Sono venuti a mancare i medici di base ma per fortuna il Centro Anziani a Villa Colleoni ha sopperito parzialmente organizzando negli spazi a sua dispozione alcune prestazioni mediche a favore dei propri tesserati,     ma la differenza l'ha fatta il popolo.    Con una  "movida giovanile estiva"  eccezionale per consistenza  e  per dimensioni numeriche che in alcuni momenti ha ricordato al Gufo  (commosso da ciò che vedeva)   quella di Amsterdam  e  quella di Stoccolma,    con la  "mentalità del fare"  tipica del bergamasco  e  con una straordinaria disciplina  e  prudenza dei comportamenti sia nel mondo della scuola  che  nella popolazione di età anagrafica più anziana,    si è creato un irripetibile  "mix"  tra esuberanza giovanile  e  spirito conservativo degli anziani,   ognuno dei due mondi ha condiviso i propri spazi con l'altro mondo senza prevaricare  e  senza disturbare le esigenze dell'altro mondo,   marciando  "divisi fisicamente"  ma uniti nello spirito di comunità;    si sono verificati come in tutta Italia alcuni assembramenti di persone,   ma senza mai degenerare nelle ammucchiate lascive a cui abbiamo assistito in altri paeselli e in altre città.     Il bilancio comunale 2020 è migliorato  e  le prime stime descrivono perdite nettamente meno consistenti di quanto si poteva prevedere e immaginare,    ma il futuro è migliore di quello che si possa immaginare;    la politica stessa è riuscita a trovare un momento di riposo in cui le risse del passato sono state archiviate,   proprio perchè sia la maggioranza  che  le due liste di minoranza si sono rese conto della futilità di certe situazioni  e  hanno deciso che il bene primario era quello di non pressare il popolo  e  di non stressare la vita alle persone.      Castelli Calepio va avanti perchè in mezzo a noi non ci sono virologi da salotto televisivo,    e se qualcuno fa il gufo disfattista  e  menagramo il popolo se ne frega;   la Politica in fondo non  ha fatto altro che assecondare questo spirito libero  e  anarchico,  e andrà avanti su questa linea del  "laissez faire",    perchè ha la fortuna di avere a che fare con persone mature ed adulte che sanno benissimo come agire e regolarsi da sè in modo responsabile,   senza bisogno del suggeritore 

domenica 18 ottobre 2020

FERMARE LO SPORT DILETTANTISTICO DI BASE E' UNA SCEMENZA ANTI SCIENTIFICA, DEGNA DI UNA "TASK FORCE" DI INCOMPETENTI CHE SONO PEGGIO DEI NEGAZIONISTI

Lo sport dilettantistico di base  e  di squadra presenta alcune caratteristiche:   le partite ufficiali si svolgono con la consegna al direttore di gara delle distinte ufficiali delle due squadre  (che consentono quindi l'identificazione precisa dei nominativi di atleti  e  dirigenti che hanno preso parte all'evento  e  quindi  consentono il tracciamento in caso di necessità,   perchè si può stabilire con precisione l'ora  e  il luogo in cui si trovavano quelle persone),   nelle sedute di allenamento della pallavolo le atlete sono fisicamente separate dalla rete  e  disposte nel campo a un metro e mezzo di distanza tra di loro  e  solamente durante l'azione vengono occasionalmente a contatto per un periodo di tempo molto breve,   i partecipanti agli eventi sono quasi tutti giovani  (e quindi facenti parte della categoria in cui il contagio non si risolve  PRATICAMENTE MAI  con il rischio del decesso  oppure  del ricovero ospedaliero,   salvo eventi rarissimi che erano numericamente così esigui che finiscono sulle cronache dei giornali nazionali proprio per la loro eccezionalità),    l'attività sportiva è certamente uno stile di vita più sano del girovagare e gozzovigliare a manetta e a tutto spiano per bar  e  centri commerciali creando assembramenti molto più clamorosi  e  vistosi,   oltre che incontrollati  (ma senza la tracciabilità perchè in quei luoghi ricostruire presenze e movimenti in modo certo  è  pura utopia),    per le attività sportive le società e associazioni dilettantistiche investono non poche risorse finanziarie  e  di tempo e impegno personale dei dirigenti,   inoltre ogni società sportiva che aderisce a una Federazione oppure a un Comitato riconosciuto a livello nazionale procede al tesseramento dei propri atleti  e  a fare svolgere loro la visita di idoneità medico sportiva  oltre  che a fare svolgere ad alcuni dirigenti corsi di formazione quali quelli di addetto al defibrillatore,   segna punti e refertista ufficiale,   corsi di aggiornamento per allenatore,    corsi di formazione fiscale per amministratori  e  soci,   e  per queste tipologie di attività  (oltre che per le iscrizioni ai campionati a cui partecipa)  investe ulteriori risorse finanziarie.    Infine,  queste attività di base hanno un indotto economico  (rappresentato dal personale dipendente che lavora nei negozi di fornitura di abbigliamento  e  attrezzatura sportiva,   gestori di palestre  e  di  centri sportivi comunali,   dipendenti di Federazioni  e  Comitati,    collaboratori a lettera di incarico annuale  e  tutto il resto)   che subisce un danno economico molto rilevante,   mentre gli atleti  (soprattutto giovani)  che da un anno intero hanno visto sospeso il diritto all'esercizio dell'attività sportiva di squadra subiscono un danno fisico,  educativo  e  psicologico non quantificabile dal punto di vista monetario,   ma non meno rilevante dei danni economici che subiscono gli  "addetti ai lavori".   
   
Fermare lo sport dilettantistico di base  e  mandare avanti lo sport professionistico  (dove gli atleti eseguono le medesime azioni dei dilettanti,   e  quindi dal punto di vista del contatto fisico e del rischio hanno le medesime caratteristiche dei loro  "colleghi"  delle associazioni sportive dilettantistiche)   ha un solo significato che non c'entra nulla con il diritto alla salute ma solo con la tutela del Re di Denari  e  dei miliardi di euro che girano nel calcio della Serie A.     Se si vogliono evitare danni per la salute  e  risparmiare diversi milioni di euro gli unici da mandare a casa  e  da mettere immediatamente  "in lockdown"  sono gli inetti e incompetenti politici  e  membri di  "task force"   che solamente per  "pararsi il c..."  e  non assumersi la responsabilità di nulla fanno i forti con i deboli  e  si piegano a 360 gradi davanti ai ricchi e potenti  (oltre che viziati e spesso irresponsabili)   campioni strapagati  e  celebrati.    Il  "vairus"  non è uguale per tutti,   prevede un diverso trattamento per i ricchi  e  per i poveri,   e  questa disparità per assurdo dà fiato alle trombe della più becera propaganda negazionista che può dire e urlare,   avendo ragione,   che il rischio di contagio esiste nel campo di calcio di periferia della Provincia di Bergamo ma magicamente non esiste più nello stadio di calcio dove si gioca la partita di Serie A,   e  questa è una tale assurdità tecnica e scientifica da fornire giustificazioni a chi pensa che  "Covid19"  sia solo una farsa raccontata in modo diverso a seconda delle convenienze  e  a seconda di come tira il vento  

domenica 4 ottobre 2020

ERA UN MINESTRONE, NON POTEVA RESISTERE CINQUE ANNI

 La rissa di questi giorni,   con il figlio di uno dei due storici fondatori del M5S  che  minaccia di togliere il blog agli ex rivoluzionari ormai  "in poltrona"  che pur di non andare a casa  e  iniziare a lavorare seriamente sono passati in meno di cinque minuti da un governo insieme alla Lega  a  un governo insieme al Partito Democratico,   è la naturale consumazione di un declino che non poteva che concretizzarsi con una farsa,   avendo avuto origine dieci anni fa per mano di un ex comico  e  di un  "VAFFA...  DAY".    La prima farsa era stata l'espulsione dal gruppo della deputata veneta Sara Cunial:    il movimento che per anni aveva fatto  (soprattutto sui social network)  una vera e propria campagna  "NO VAX"  e  complottista,    all'improvviso per rimanere al governo ha detto  "NO"  ai  "NO VAX"  e  ha mandato a casa una deputata non per presunta incoerenza nelle proprie idee,   ma proprio perchè quel movimento  "EX NO VAX"  che l'aveva imbarcata per quel tipo di idee successivamente folgorato sulla via di Damasco considerava quelle idee assai  "scomode"  e  quindi decideva di spedire direttamente nel  "gruppo misto"  la deputata veneta,    "colpevole"  di continuare a fare quel tipo di discorsi  e  a professare quel tipo di idee per cui era stata selezionata  e  candidata alla Camera dei Deputati.     La seconda farsa era stato lo spregiudicato  "gioco di prestigio"  con cui nel giro di cinque minuti l'accoppiata Conte / Di Maio  si è ritrovata  da un governo insieme alla Lega di Salvini  (che era addirittura vice premier  e  Ministro dell'Interno di quel governo)  e  con il Partito Democratico all'opposizione dopo nemmeno dieci giorni si ritrovava con i due medesimi esponenti in un governo insieme al Partito Democratico  e  con la Lega di Salvini all'opposizione:   si è trattato di uno dei  "tuffi carpiati"  più spregiudicati della storia politica italiana,   che pure ai tuffi carpiati  e  ai  "salti della quaglia"  di parlamentari era abituata da diversi anni.

Adesso Casaleggio junior minaccia di togliere il sostegno della mitica  "piattaforma Rousseau"  al M5S,   probabilmente spalleggiato da Di Battista che vede l'attuale governo come  "fumo negli occhi",   e  la coppia di demagoghi è partita all'assalto dei  "governativi"  per prendere nuovamente in mano il comando delle operazioni in quella faida senza esclusione di colpi che ormai divide in modo insanabile le due fazioni del M5S  "duro e puro"  da quello ormai  "in poltrona"  e  facente parte a tutti gli effetti della Casta contro cui aveva combattuto negli anni  "rivoluzionari"  del  "VAFFA...  DAY",    gli risponde lo statista Vito Crimi sul  "Fatto Quotidiano"  dicendo che la piattaforma è del M5S  e  non del figlio dell'ex fondatore.    E'  iniziata la resa dei conti,   e  non è una sorpresa perchè per arrivare a diventare il primo partito italiano il M5S  è  stato un minestrone che ha tirato dentro persone di destra  e  di sinistra,   "NO VAX"  duri e puri  e  vice ministri medici,    "rivoluzionari"  alla Di Battista  e  "uomini di governo"  come Di Maio,    ex leghisti  ed  ex comunisti;    il minestrone non a caso esplode  e  implode nel momento in cui si deve gestire a livello nazionale una situazione di emergenza,   e  si devono buttare a mare tutti i vecchi slogan,   le parole d'ordine pronunciate per una vita intera,    le battaglie ideologiche perchè altrimenti il governo rischia di crollare,   si forma un governo di unità nazionale in cui sarebbe il Partito Democratico insieme a Forza Italia  (gli sconfitti delle elezioni politiche 2018)  a  menare il torrone  e  a prendere in mano il comando delle operazioni,   e  poi alle successive elezioni politiche si va a contabilizzare definitivamente il dimezzamento dei consensi elettorali rispetto al 2018,   e  il ritorno a casa di diverse decine di parlamentari.    Ergo chi può resiste  (inchiavardato alla poltrona)  sperando che la festa possa durare fino al 2023  e  approvando in aula qualsiasi cosa comprese le più miserevoli  e  quelle più lontane dal loro stesso pensiero personale e politico,   i più spregiudicati  e  opportunisti nei prossimi mesi inizieranno a fare il salto della quaglia verso il centro destra  e  in particolare verso la Lega di Salvini giusto in tempo per guadagnarsi la ricandidatura nei prossimi giri elettorali  (nazionali oppure locali)  e  per saltare sul carrozzone dei possibili futuri vincitori,   alcuni marpioni  e  volponi getteranno finalmente la mascherina  (e anche la maschera)  dicendo che sono sempre stati di sinistra  e  faranno il Grande Passo verso il Partito Democratico,   e  gli altri,    fatti rapidamente due calcoli,   potrebbero addirittura scoprire la Virtù di recuperare la purezza  e  gli  "ideali delle origini",    fare saltare il banco  (e il governo)  per fare emergere un governo di unità nazionale a cui fare opposizione proprio in nome degli ideali delle origini,   e  poi magari ricandidarsi in ciò che resta in piedi del M5S  "rivoluzionario"  per tornare in Parlamento in gruppo ridotto,   ma finalmente felici e urlanti come ai bei tempi della opposizione dura e pura  e  della lotta senza paura contro la Casta,  contro il Regime  e  magari anche contro le multinazionali farmaceutiche del vaccino obbligatorio  e  contro Bill Gates        

martedì 29 settembre 2020

FERMATE QUELLA PARTITA SE NON VOLETE PRECIPITARE NEL RIDICOLO

 Alla fine quasi certamente si rinvierà la giornata del campionato di calcio di Serie A,    sicuramente salterà a data da destinarsi la partita tra Genoa e Torino;   è già imbarazzante che  "la Lega Calcio deve riunirsi"  e  che il direttore sportivo della squadra ligure affermi che  "alla data odierna"  la partita non è ancora stata formalmente rinviata,    perchè se in una simile vicenda esistono ancora dubbi  e  non certezze,   vuol dire che non siamo  "alla frutta",   ma siamo passati direttamente  "alla tazzina del caffè".     Siamo a quota 14 casi di positività al  "Corona Virus"  nella medesima squadra  (inclusi ovviamente calciatori  e  dirigenti,    oltre ai membri dello staff tecnico)  di cui uno  "con carica virale molto alta"   e  sono stati eseguiti i tamponi al Napoli,   avversario del Genoa domenica scorsa;    la situazione è incredibile  e  a dir poco incresciosa,   se si pensa che circa 15 casi di positività in meno di 24 ore nel mese di febbraio erano stati sufficienti a spingere il governo nazionale a intervenire nella zona del Basso Lodigiano,   decretando la  "zona rossa"  in ben dieci Comuni della Provincia di Lodi  e  della Lombardia  tra cui quello di Codogno,    e  nel Comune del Veneto di Vo'  Euganeo.     Non c'è alcun dubbio che il Genoa deve essere messo precauzionalmente a riposo per 14 giorni  (è già accaduto un paio di volte addirittura nel campionato di Serie A della Bielorussia la  "messa in quarantena"  per due settimane di alcune squadre che avevano diversi casi di positività al virus al loro interno)  e  che anche il Torino deve essere immediatamente congedato per evitare che possa diventare la prossima vittima del  "focolaio"  ligure / campano,    semmai ci si deve interrogare se il sistema dei  "tamponi a raffica"  che danno  "via libera"  in caso di negatività siano la misura bastante  e  sufficiente per fare andare avanti la stagione.    Il Gufo propone il metodo bielorusso,   ossia sanificazione degli spalti prima e dopo la partita  (e misurazione della temperatura corporea per i mille spettatori ammessi sugli spalti prima dell'ingresso),   raccomandazioni frequenti agli atleti e ai membri dello staff di rimanere a casa di loro spontanea volontà all'insorgere di sintomi influenzali  oppure  di malesseri improvvisi,    evitare una vita di promiscuità  (essendo professionisti,   per tutta la durata dell'attuale campionato possono essere ospitati in centri sportivi che nelle squadre di Serie A  spesso  e  volentieri sono delle vere e proprie  "cittadelle dello Sport"  confortevoli e attrezzate,    non solo con palestre  e  campi da calcio di abbondanti dimensioni  ma  anche con comodissime sale riunioni,   sale mensa  e  reparti di infermeria in cui prestano servizio medici sportivi  e  massaggiatori;    il Gufo suggerisce di incrementare la qualità del centro sportivo fornendo lo stesso di biblioteca  e  di giornali freschi di giornata),    evitare gli assembramenti  (in segreteria devono entrare solamente i dirigenti,   essa non deve diventare  "un porto di mare"  pronto a imbarcare chiunque),    evitare esultanze grottesche  e  abbracci inutili,   procedere a una incessante igiene personale,    accettare qualche mese di prudenza per temporeggiare in attesa del vaccino  oppure  del protocollo di cura in grado di mettere definitivamente sotto controllo la situazione sanitaria,    proprio in virtù del fatto che tali precauzioni consentiranno al campionato di tirare avanti  e  trascinarsi stancamente verso la primavera salvifica.    In Bielorussia siamo arrivati alla 25ma giornata  (su 30)  di campionato senza lockdown,   con la possibilità di spettatori sugli spalti,   non  "a porte chiuse",    con la messa in quarantena delle squadre che hanno alcuni casi di positività al virus  (di sicuro non si tergiversa davanti a situazioni di focolai come quello che ha falcidiato il Genoa,    perchè si interviene già al terzo o quarto caso di positività  oppure  di  "sospetta positività")   per un periodo di due settimane,   e  resistendo persino a una rivolta popolare contro il presidente della nazione  e  all'obbligo di interrompere due settimane il campionato per consentire ad alcune squadre bielorusse di partecipare ai turni preliminari della Champions League  e  della Europa League;   in Italia per molto meno siamo già nel marasma alla seconda giornata del campionato di Serie A,   e  al Gufo viene letteralmente da piangere pensando che riesce a mandare avanti in modo più efficiente  e  meno grottesco la Serie A bielorussa rispetto alla Serie A italiana           

domenica 27 settembre 2020

LA "GRANDE ALLEANZA" E LA LISTA DEL GABBIANO BIANCO

La vicenda della scuola di Cividino,   e dei ritardi sulla tabella di marcia dell'ampliamento della scuola primaria,   va a saldarsi con tutti i problemi che sono precipitati  "in collo"  al paesello in questa legislatura,   dalle vicende dell'eternit a Quintano  (con apertura di una indagine penale da parte della Procura della Repubblica di Brescia)  a  quelle della condanna personale di Benini a inizio legislatura,   dalla Grande Fuga dei funzionari comunali  alle  perplessità sulla gestione dell'emergenza sanitaria Covid19 a  Castelli Calepio.    Le difficoltà della attuale maggioranza andranno ad aumentare man mano che,   avvicinandosi alla metà della legislatura,   il sindaco si avvicinerà sempre di più  "a fine stagione"  della sua esperienza politica negli United States locali,   non più ricandidabile per il terzo mandato consecutivo,   mentre nel frattempo sta emergendo sul territorio  (in modo particolare a Tagliuno)   un listone centrista che sarà una via di mezzo tra liste civiche del passato  e  la vecchia Democrazia Cristiana che dominava Castelli Calepio nel secolo scorso.     Nella frazione di Cividino a sua volta cambiano gli equilibri politici  e  la comune battaglia di minoranza nelle aule consiliari avvicina sempre di più la sezione locale della Lega  a  "Castelli Calepio Cambia",    gli eventi si trascinano naturalmente verso la Grande Alleanza;   l'attuale Gran Direttivo della sezione leghista  (ma soprattutto la  "vecchia guardia"  che dietro le quinte manovra ancora agilmente la situazione),   che aveva esordito nella politica locale in una alleanza politica di centro sinistra denominata  "Pluralista",    concluderà probabilmente la sua esperienza politica locale con una clamorosa riedizione di quella esperienza politica e amministrativa locale,   che sta prendendo il largo a Cividino  e  Quintano ma presto probabilmente coinvolgerà anche le altre due frazioni di Castelli Calepio.    Sarà  "la lista dei due Chiari"  a formare l'alleanza politica che tra qualche anno  (oppure forse tra qualche mese,   se la situazione continuerà a precipitare  e  non se ne verrà fuori dalle drammatiche conseguenze che anche a Castelli Calepio ha lasciato l'emergenza sanitaria  "Corona Virus")   tenterà di prendere in mano la situazione dopo alcune legislature in cui ci si è trascinati avanti stancamente con maggioranze del tutto eterogenee  e  divise  e  con una marea di casi di dimissioni di consiglieri di maggioranza  e di assessori  "per motivi personali"   nelle legislature dal 2009 fino al 2019;    il Gufo ormai con quasi assoluta certezza immagina che sarà quello lo scenario che ci attende,   la Grande Sfida tra la Repubblica Democristiana de'  TAUU  e  una riedizione di  "Pluralista 2.0"  che nasce e dilaga da  SIIDI  verso Quintano  e  verso le altre frazioni del paesello.     E probabilmente ci sarà una terza lista,    quella di pura testimonianza e di protesta della destra più nostalgica,   retrograda  e  conservatrice,   la Lista del Gabbiano Bianco....          

domenica 20 settembre 2020

"L'ORACOLO CRISANTI" QUESTA VOLTA HA TOPPATO (ALLA GRANDE)

.Prima di commentare le ultime dichiarazioni dell'Oracolo Crisanti,   colui che pontifica e che fa politica sparando sempre a zero contro le Regioni amministrate dalla destra  (in particolare contro la Regione Lombardia),   procediamo alla elencazione dei dati risultanti delle statistiche ufficiali emesse dal bollettino riepilogativo della Protezione Civile.   L'Italia ha un tasso  "ufficiale"  di letalità da  "Corona Virus"  devastante  (35.707 decessi su 298.156 casi  "ufficiali"  di positività in percentuale rappresentano circa il 12%),   che non è condizionato solamente dal dato pesantissimo della Regione Lombardia  (16.922 su 104.758,   in percentuale il 16,15%)  ma anche da un dato incredibilmente elevato in tutte le altre Regioni italiane   (18.785 su 193.398  in percentuale rappresenta il 9,71%);    tra di esse il tasso di letalità è sopra la media nazionale in tre delle grandi Regioni italiane  (nel Piemonte 4.476 decessi su 34.340,  in percentuale il 13,03%;   in Liguria 1.591 decessi su 12.492,   in percentuale il 12,74%;   in Emilia Romagna 4.154 decessi su 34.339,   in percentuale il 12,09%),   è di poco inferiore alla media nazionale ma comunque molto alto in Veneto  (2.162 decessi su 25.782,   in percentuale il 8,38%),    mentre sono solamente tre grandi Regioni del Centro / Sud Italia ad abbassare il dato percentuale e ad evitare che esso sia catastrofico  (la Sicilia con 296 decessi su 5.962,   in percentuale il 4,96%;   la Campania con 456 decessi su 10.260,   in percentuale il 4,44%;   il Lazio con 890 decessi su 14.344,   in percentuale il 6,20%  cioè  una percentuale che si avvicina verso la media delle altre Regioni italiane diverse dalla Lombardia).   Il dato peraltro non è  "statico"  ma è  "dinamico"  e  quindi la Lombardia per effetto trascinamento dei dati del passato ha il più alto numero delle persone  "attualmente positive al virus"  (9.007 casi di positività sui 44.098 a livello nazionale)  ma in questo momento il numero più elevato dei ricoveri ospedalieri si registra nelle due Regioni del Centro / Sud che erano messe meglio di tutte le altre,   ossia il Lazio  (445 pazienti ricoverati con sintomi di cui 23 nei reparti di terapia intensiva)  e  la Campania  (366 pazienti ricoverati con sintomi di cui 22 nei reparti di terapia intensiva),   la Lombardia è a quota 302 pazienti ricoverati con sintomi di cui 38 nei reparti di terapia intensiva  e  le altre Regioni iniziano ad avvicinarsi pericolosamente ai numeri della Lombardia,   in particolare la Puglia  (210 pazienti di cui 11 nei reparti di terapia intensiva),   la Sicilia  (207 pazienti di cui 13 nei reparti di terapia intensiva),   l'Emilia Romagna  (188 pazienti di cui 19 in terapia intensiva)  e  la Liguria  (151 pazienti di cui 16 nei reparti di terapia intensiva):    la situazione italiana è in peggioramento nei mesi di agosto e di settembre rispetto ai mesi di giugno e di luglio,   e  per fortuna siamo ancora assai lontani rispetto ai mesi catastrofici di marzo e aprile,   ma nella  "seconda ondata"  il peggioramento dei dati non si registra in Lombardia   (semmai l'incidenza percentuale dei dati lombardi sul totale nazionale,   da giugno a oggi,   si è praticamente dimezzata),   anzi,   il nuovo epicentro del caos è distribuito su tutto il territorio nazionale  e  purtroppo si è spostato geograficamente anche verso le Regioni del Centro e del Sud Italia,   con dati preoccupanti che hanno già messo in difficoltà i sistemi sanitari di quelle Regioni che non sono attrezzate e strutturate come le Regioni del Nord Italia.     

Il tasso di letalità dell'Italia è peggiore rispetto a quello della Spagna  (30.500 decessi circa su 640.000 casi di positività,  in percentuale il 4,75%  circa),   rispetto a quello della Francia  (31.600 decessi circa su 454.000 casi di positività,   in percentuale il 6,70%  circa),   rispetto a quello della Germania  (9.400 decessi circa su 271.000  casi di positività,   in percentuale il 3,50%  circa),   rispetto a quello del Regno Unito  (41.800 decessi circa su 394.000 casi di positività,   in percentuale il 10,60%  circa),    rispetto a quello dell'Olanda  (6.300  decessi circa su 90.000 casi di positività,   in percentuale il 7%  circa),   rispetto a quello della Polonia  (2.300 decessi circa su 79.200 casi di positività,  in percentuale il 2,90%  circa),   rispetto a quello della Repubblica Ceca  (500 decessi circa su 47.200 casi di positività,  in percentuale il 1,10%  circa);    rispetto a quello della stessa Svezia  (5.870 decessi circa su 88.300 casi di positività,   in percentuale il 6,70%  circa):   e  il dato ancora più clamoroso è che non solo la Lombardia,   ma anche il resto dell'Italia  (il cui tasso di letalità in percentuale era del 9,71%)   e  la stessa Regione Veneto  (il cui tasso di letalità percentuale era del 8,38%)  hanno fatto peggio della Spagna,   della Germania,  della Francia,   dell'Olanda,   della Polonia,   della Repubblica Ceca,   della stessa Svezia che non ha mai fatto  "lockdown";    in questo dato percentuale l'Italia è  "il fanalino di coda"  delle principali nazioni dell'Unione Europea,   compreso il disastroso e catastrofico Regno Unito che ha gestito malissimo la pandemia.     Nell'Italia del  "lockdown"  e  nelle altre nazioni che hanno fatto  "lockdown"  la situazione è in peggioramento mentre nella Svezia che non ha mai chiuso nulla la situazione è stabile,   nella nostra nazione abbiamo un crollo del PIL a due cifre percentuali  (meno peggio rispetto a Francia,  Spagna  e  Regno Unito  ma  nettamente peggiore rispetto a Svezia,  Germania,  Olanda,   Polonia  e  Repubblica Ceca),   abbiamo il problema di una marea di negazionisti  (fenomeno che in Svezia è del tutto inesistente)  e  siamo finiti nella situazione perversa descritta dallo svedese Anders Tegnell di una nazione che,  non avendo voluto perseguire una strategia sostenibile di medio e lungo periodo,   continuerà per mesi  e  addirittura per uno o due anni ad andare avanti nella spirale perversa delle chiusure e delle riaperture,  delle nuove chiusure  e  delle successive riaperture con peggioramento dell'andamento della curva epidemiologica,   con tutta la marea di problemi che ne deriva  e  ne discende.   L'Oracolo Crisanti punta il dito inquisitore contro la Regione Lombardia dicendo che sarebbe  "vergognoso"  assegnare il  "G20 mondiale della Sanità"  alla Regione che nella gestione della pandemia ha commesso una marea di errori,   perchè a suo avviso Veneto e Lazio sono stati due esempi di Virtù meritocratica;   secondo il Gufo  (e secondo i dati ufficiali,   ma anche secondo la stessa O.M.S.  che ha detto che la situazione attuale in Europa è preoccupante ovunque tranne che in Svezia)   se si dovesse seguire il principio meritocratico invocato dall'Oracolo Crisanti il  "G20 mondiale della Sanità"  non deve essere per nulla assegnato all'Italia,   uno dei peggiori esempi a livello europeo  della gestione della pandemia,   che ha inventato quel  "modello lockdown"  che in diverse nazioni ha prodotto addirittura risultati più disastrosi e fallimentari rispetto a quelle nazioni,   come la Germania  e  come la stessa Svezia,   che hanno adottato restrizioni di gran lunga inferiori per quantità  e  per intensità rispetto a quelle italiane.    MERITOCRAZIA,   purtroppo,   in questo caso significa che alcune nazioni europee  (e meglio di tutte come al solito la Germania)  hanno agito meglio dell'Italia,    e  che ahimè l'Oracolo Crisanti non è  "il miglior fico del bigoncio"  (come direbbero in Veneto)  ma lo stesso Veneto,   e  le super celebrate Emilia Romagna,  Liguria  e  Piemonte,    in proporzione alla popolazione,   alla densità e alla mobilità della stessa,   alla entità catastrofica che si è abbattuta nelle loro Regioni,    in termini percentuali hanno fatto  "un po'  meno peggio"  (ma non  "decisamente meglio")  della super criticata Regione Lombardia